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Lazio, il momento no di Immobile: corre, ma non segna

L’attaccante biancoceleste non riesce ad incidere e la squadra stecca: serve un cambio di rotta per sfidare Ronaldo e battere Lewandowski

Lazio, il momento no di Immobile: corre, ma non segna
© Bartoletti

ROMA - Niente è perduto. La Lazio è ancora lì in alto in classifica anche se il momento appare decisamente negativo. Le ultime prestazioni rischiano di cancellare una stagione super sino allo stop per l’emergenza Coronavirus. Alla ripartenza qualcosa non ha funzionato. Un punto nelle ultime quattro giornate: così è svanito quasi del tutto il sogno scudetto. E per la qualificazione in Champions League c’è ancora da faticare. In questi ultimi dieci giorni, con una formazione che non gira, anche Ciro Immobile si è fermato. Il capocannoniere biancoceleste è a secco da tre partite in Serie A. Non succedeva da più di un anno.

Immobile, pensaci tu

Con l’Atalanta è arrivata una sconfitta e Immobile non ha segnato. Stesso discorso con Lecce, Sassuolo e Udinese (pareggio per 0-0). Reti contro Fiorentina e Torino e guarda caso intascati i tre punti. Insomma, c’è una costanza: quando Ciro segna, la Lazio vince. Sono 29 le reti in campionato in 32 partite. Si è inceppato negli ultimi match. Corre, ma non trova occasioni. Basti pensare che nelle statistiche di Udinese-Lazio, mai si vede il suo nome tra i giocatori pericolosi. É addirittura Stefan Radu il top player per occasioni create (4) e Luis Alberto con Milinkovic i calciatori che hanno tirato di più verso la porta (4 volte).

Le sfide personali

Juve-Lazio è anche Ronaldo contro Immobile. CR7 insegue Ciro nella classifica marcatori di Serie A: 28 gol per il portoghese, 29 per l’italiano (11 rigori a testa). Una sfida nella sfida tra due dei migliori attaccanti del campionato. In palio c’è lo scettro di capocannoniere. E non solo: entrambi rincorrono Robert Lewandowski nella classifica per la Scarpa d’Oro. Il polacco del Bayern Monaco, che ha già concluso la sua stagione, è a quota 34. Immobile, leader indiscusso prima del lockdown è sotto a 29. Ronaldo a 28. Ci sono cinque match per provare a ribaltare la situazione. Una media di un gol a partita per l'aggancio: difficile, ma non impossibile.

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