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Lazio, Tare non ci sta: “Troppe critiche, non le meritiamo. Siamo più competitivi”

Il ds biancoceleste, tra i protagonisti del ‘Premio Scopigno’, fa il punto del mercato: “I problemi li hanno tutti". Poi l'annuncio: "Pereira in arrivo tra 2-3 giorni"

Lazio, Tare non ci sta: “Troppe critiche, non le meritiamo. Siamo più competitivi”
© Getty Images

AMATRICE - A Igli Tare il ‘Premio Scopigno’ come miglior direttore sportivo in Italia. Il dirigente biancoceleste è tra i protagonisti virtuali della cerimonia svolta ad Amatrice all’interno dell’Arena del Gusto. Il ds della Lazio ha fatto il punto sul mercato respingendo anche qualche accusa: “Stiamo lavorando. I problemi non li ha solo la Lazio, ma tutto il calcio mondiale. Finché le cose non sono scritte non posso cantare vittoria. Abbiamo avuto le idee chiare, la Lazio ha creato una squadra ancora più competitiva dell'anno scorso. Non capisco tutto questo nervosismo intorno a noi”.

Griglia di partenza

“Ogni anno partiamo sempre in quinta fila, poi strada facendo vedo tanta gente che sale con noi sul pullman. Non mi è piaciuto per niente ricevere delle critiche assurde. La squadra può essere giudicata nel momento in cui è all'opera. È il dodicesimo anno che sono in questa società e mi sono abituato. Mi meraviglio che ogni anno gli attacchi siano ancora più forti, non li merita né la squadra né la società. Stiamo mantenendo lo zoccolo duro inserendo innesti utili. Ci sono stati dei ritardi negli inserimenti, mancano quattro giocatori. Si tratta di Muriqi, Fares, Hoedt e Pereira, che arriverà tra 2-3 giorni. Quando questa squadra sarà completa, dovremo essere bravi nel farla girare nel modo migliore. Dobbiamo avere la fiducia dei giornalisti, cercano ogni tanto di creare problematiche che non sono mai esistite. La squadra è quella dell'anno scorso. Le critiche sono state importanti, anche nell’anno passato. Ho esperienza, so valutare quando ci sono momenti difficili. Anche l'anno scorso siamo partiti così, e questo non aiuta. Dopo la sosta la squadra sarà completa. Questa squadra sabato ha dato un segnale forte, in primis a chi non ha creduto in lei. Non critico i tifosi, non ho nessun problema. Il nostro operato è lavorare, non parlare. Lavorare vuol dire mettere i presupposti per avere una squadra competitiva. Prima è, meglio è, ovviamente. Ma questo dipende anche dai giocatori in uscita che spesso e volentieri rifiutano le destinazioni. La squadra ha bisogno di fiducia e di essere sostenuta, soprattutto nei momenti di difficoltà. Dobbiamo avere la pazienza, lavorare con tranquillità. Se non c'è la possibilità fuori, la creiamo dentro".

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