Lazio, caso tamponi: ecco le motivazioni del Tribunale Federale

“Palese responsabilità dei medici e Lotito doveva imporre l’isolamento”, si legge. Il club ha 30 giorni per il ricorso
Lazio, caso tamponi: ecco le motivazioni del Tribunale Federale© ANSA

ROMA - Pubblicate le motivazioni del Tribunale Federale sul caso tamponi in casa Lazio. Le mancante comunicazioni dei positivi all’Asl erano compito dei medici, non del laboratorio Synlab che le aveva riscontrate. Tradotto: Immobile e Djavan Anderson dovevano restare in isolamento per 10 giorni e non partecipare a Torino-Lazio e Lazio-Juve (Anderson in panchina). Le condanne del 26 marzo scorso: 7 mesi a Lotito, 12 ai medici Rodia e Pulcini, 150mila euro di multa alla Lazio.

Caso tamponi e l’operato di Lotito

Il presidente della Lazio non è imputabile “dello specifico obbligo contestato di dover procedere personalmente a comunicazione all’Asl i nominativi dei soggetti positivi”. Ma il patron avrebbe “dovuto imporre, unitamente ad altri soggetti qui non deferiti, compresi gli stessi calciatori, un comportamento idoneo e vietare categoricamente ai positivi di poter rientrare nei ranghi della squadra ed imporre loro l’isolamento previsto”. La Lazio aveva contestato il protocollo federale che non era mai stato approvato dal Coni. Ora ha 30 giorni per presentare ricorso alla Corte Federale. Lotito punterebbe all’assoluzione considerando i campi d’accusa diretti e circoscritti solo ai medici, come minimo allo sconto o al mantenimento della condanna.

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