Lazio e Superlega, ecco che ne pensava Lotito

Il patron della Lazio, alle prime voci di una supercompetizione riservata, si era espresso chiaramente: “No al solo business”
Lazio e Superlega, ecco che ne pensava Lotito© Getty Images
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ROMA - La bomba nel mondo del calcio è appena esplosa: presentata la Superlega, nuova competizione esclusiva tra 20 top club europei. Chi sono? Al momento hanno svelato la propria posizione Chelsea, Arsenal, Tottenham, Liverpool, Manchester United e City, Juve, Inter, Milan, Barcellona, Real ed Atletico Madrid. E le altre? Il comunicato parla chiaro: giocheranno nel torneo 15 club fondatori e 5 qualificati annualmente. Una élite calcistica, una scelta che fa spaccare anche la Serie A con la presenza di Juve, Inter e Milan. E le altre del nostro campionato? Claudio Lotito, patron della Lazio, non ha mai digerito questa idea.

La Superlega sulle prime pagine dei quotidiani europei
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Lotito, le critiche alla Superlega

Maggio 2019, già si parla in maniera insistente di questa super competizione di club ricchi. E Lotito, in un’intervista rilasciata a Lazio Style Radio, ammette: Per la Superlega c'è una filosofia legata solo al business che non rappresenta la passione dei tifosi. Non possiamo privare i tifosi di conseguire grandi risultati, quindi bisogna dare a tutti l'opportunità di partecipare. Non dobbiamo privare lo sport del calcio della sua vera anima: la passione, il sogno. Al contrario, dobbiamo mettere nelle condizioni chiunque di concorrere per un risultato. Il problema della rappresentanza è quello del consenso: i voti contano ma non si pesano. Ogni società deve avere le stesse opportunità. Non esiste che un club ricco conti di più". Una presa di posizione confermata anche a margine di una riunione dell’European Leagues: È finito il tempo dei servi della gleba, dei vassalli e dei valvassori. Il calcio non è solo business, ma devono essere salvaguardate tutte le componenti che concorrono ad alimentare questo sistema, composto non solo dalle società e dai tifosi che rinunciano a un paio di scarpe per andare a vedere la loro squadra del cuore. Bisognerebbe costituire una cabina di regia tra club e Leghe per dialogare con l’UEFA, perché le decisioni ultime non possono essere prese dall’alto, ma vanno condivise con tutti gli attori”.

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