Marcos Antonio guida la Lazio: velocità di pensiero e di gambe al servizio di Sarri

L'erede di Leiva è un brasiliano con indole completamente differente: Lucas era bravo a disarmare più che a costruire, il 22enne è chiamato a dirigere il gioco con maggiore tecnica e dinamicità
Marcos Antonio guida la Lazio: velocità di pensiero e di gambe al servizio di Sarri© Getty Images
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Daniele Rindone

ROMA - Si doveva sostituire Leiva, vecchio totem. E si doveva abbinare un regista tecnico e dinamico all’idea di Lazio sarrista. Marcos Antonio è stato scelto perché è un play più vicino ai desiderata di Mau, abituato ad affidare la manovra a palleggiatori più tecnici, abili a far cantare pallone e motore, tra gli attori principali del suo calcio.

Bellezza

Marcos Antonio è sbarcato oggi dal Brasile (domani le visite), ha 22 anni (li ha compiuti il 13 giugno), ha fatto esperienza in Ucraina, vanta una decina di presenze in Champions e in Europa League. Non era un titolare fisso, era un semi-titolare, in attesa di laurearsi play di ruolo. Tutti sperano che abbia un impatto arrembante, arriva pur sempre da un calcio diverso, non gioca una partita vera da dicembre, lo stop causa guerra ha bloccato il suo volo. Dovrà accelerare il rodaggio. Marcos Antonio è un jolly, nasce mezzala, si adatta da regista. Fiutato l’affare (è costato 8 milioni di base fissa), il diesse Tare l’ha proposto a Sarri e ne ha ottenuto l’approvazione. Mau ne avrà parlato con De Zerbi, suo ultimo allenatore allo Shakhtar Donetsk, sono devoti a filosofie “giochiste”. De Zerbi lo utilizzava da mediano nel 4-2-3-1, ne apprezzava velocità di pensiero e di gambe, il fiuto che lo portava a inserirsi. Sarri lo testerà in ritiro a partire dal 5 luglio, se lo riterrà subito pronto gli affiderà le chiavi del centrocampo. Marcos Antonio dividerà il ruolo con Cataldi, rilanciato da regista nell’ultima stagione, promosso titolare. Leiva era bravo a disarmare più che a costruire, faceva a sportellate, era bravo nell’interdizione. Sarri un anno fa aveva chiesto Torreira, finito poi alla Fiorentina. Un anno dopo gli hanno consegnato un regista che può velocizzare la manovra e armonizzare il palleggio, preteso al massimo a due tocchi. Il tecnico troppe volte si è lamentato vedendo all’opera una Lazio-lumaca. Da Leiva a Marcos Antonio, brasiliani con indole tecnica differente, si cerca il trasloco definitivo dalla filosofia del 3-5-2 alla nobilitazione del 4-3-3. Di Marcos Antonio piace anche il fuoco che ha dentro e che non dipende dalle lavagne, ma dallo spirito, dalla voglia di correre ragionando.

Lazio, Marcos Antonio è arrivato nella capitale
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