Il senatore Lotito prepara la svolta e torna alla sua Lazio

Tutti gli scenari dopo la campagna elettorale: aprirà un ufficio a Campobasso ma il presidente non molla niente
Il senatore Lotito prepara la svolta e torna alla sua Lazio© LAPRESSE
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Fabrizio Patania
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ROMA - Uno e trino, nessuno si sorprenda. Ci ha abituato ai turni h24, per dirla alla Lotito. Il senatore è riapparso ieri in Lega, negli uffici di via Rosellini a Milano, per l’assemblea della Serie A. Tra domani e sabato tornerà a Formello dopo un mese di “full immersion” elettorale. Si era trasferito a Campobasso. Ha fatto avanti e indietro da Roma, ha dato rassicurazioni: «L’impegno politico non mi distoglierà dalla Lazio». Chissà se tornerà a dormire tre ore a notte. Non si può escludere. Manterrà la parola con gli elettori, prestando attenzione al territorio. Aprirà un ufficio a Campobasso, continuerà a rimbalzare da un impegno all’altro. L’energia e l’apertura mentale sono doti indiscutibili. La capacità di cambiare giacca tre volte al giorno, impermeabile alle contestazioni, è conosciuta anche nel mondo del calcio: consigliere federale, presidente della Lazio, l’esperienza lunga dodici anni con la Salernitana. Battagliero, spigoloso, divertente quando si rilassa oppure esilarante, come è successo il giorno dopo la partita con il Napoli e le polemiche sollevate da Sarri per il rigore negato a Lazzari. «Oh... io sino al 25 settembre non esisto».

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Il senatore Lotito non abbandona la Lazio

Lotito, gli obiettivi

D’altra parte, quando si prefigge un obiettivo, lo raggiunge. E chi lo sottovaluta, sbaglia. Come è successo in estate, quando ha rivoltato la Lazio e consegnato a Sarri una squadra molto vicina alle sue richieste. Persino Mau, fresco di rinnovo, a pochi giorni dall’inizio del ritiro di Auronzo era dubbioso e stava cominciando a innervosirsi. Diciamo la verità, considerando i risultati poco soddisfacenti dal 2020 al 2022: se Lotito fa il presidente a tempo pieno, è meglio per la Lazio. E il lavoro estivo, con la macchina consegnata al tecnico, è una buona base di partenza. Ma certo dovrà tenere gli occhi aperti e continuare a lavorare, senza accontentarsi. Nonostante le rassicurazioni, il dono dell’ubiquità non esiste. L’incedere gattopardesco suggerisce la ricaduta possibile: non cambierà niente come niente è cambiato negli anni.

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Evoluzione Lazio

Gli scenari, però, si potrebbero modificare lentamente nei prossimi mesi. Sarri, come ha dimostrato la trasferta in Danimarca, avrebbe bisogno di un dirigente di sostegno e di riferimento. La figura alla Peruzzi, collante tra società e spogliatoio, mai sostituita dall’estate 2021. Tare è in scadenza a giugno, ci sono possibilità di addio, ma anche di rinnovo. Capiremo più avanti se Lotito lo vorrà confermare, riducendo il suo raggio d’azione al ruolo specifico, o chiudere dolcemente il rapporto. Per adesso ha affidato Primavera e Lazio Women a un uomo di calcio come Angelo Fabiani, tutor del ventiseienne Enrico Lotito, avviato verso la carriera dirigenziale. Armando Calveri, segretario generale, viene considerato in odore di possibile promozione. Mauro Bianchessi, responsabile del vivaio, è in scadenza 2023. Roberto Rao, riferimento della comunicazione, si è avvicinato alla squadra. Ci sono stati dei movimenti significativi, nuovi equilibri da registrare, verificare o consolidare durante la stagione che dovrebbe condurre verso lo sviluppo del progetto Sarri concepito a giugno. Lotito, nelle prossime ore, tornerà a vedere la squadra e il tecnico. C’è un dato indiscutibile rispetto a tante proprietà straniere e lontane dal campo. La presenza di solito fa la differenza.


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