Dal Papa a Klose, le emozioni di Immobile

Il capitano della Lazio in Vaticano, poi all’Olimpico con il tedesco per la partita della Pace
Dal Papa a Klose, le emozioni di Immobile© EPA
Carlo Roscito
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ROMA - Da Miro a Ciro. Una lettera di differenza, gol e leadership in comune. Un abbraccio che ha ricordato il passaggio di consegne dell’estate 2016. Klose e Immobile vicini, sullo stesso campo, ieri mancati compagni di squadra a causa dell’infortunio che ha (ri)bloccato l’attuale centravanti della Lazio. «Ci siamo salutati, ero felice di vederlo. Abbiamo scambiato due parole…», ha detto. Il tedesco, dal canto suo, l’ha incoronato 6 anni dopo avergli lasciato la maglia: «Mi aspettavo che sarebbe diventato così, avevo visto le sue qualità. Mi fa piacere che sia il miglior marcatore della storia della Lazio, mi piace tanto anche come persona». Entrambi protagonisti della Partita per la Pace, andata in scena ieri all'Olimpico. Immobile, frenato dai problemi fisici nell’ultimo mese, in borghese a bordocampo. L’ex attaccante biancoceleste con il 9 sulle spalle. Ciro, felice per aver partecipato (seppur parzialmente insieme a Zaccagni), ha rassicurato sulle sue condizioni: «Sto bene, non si è riaperta la vecchia cicatrice, è una cosa lieve. Di tempo per recuperare ce n'è tanto, sto abbastanza bene. Ora c'è la pausa, mister Sarri è un uomo di calcio, si arrabbia quando non si gioca...», ha spiegato. Klose nel frattempo elogiava la Lazio: «Sta facendo un grande campionato, mi ha convinto, spero continui con la stessa grinta dopo la sosta. Il Mondiale? Mi dispiace che non ci sia l’Italia».

Forma

Infortunio e ricaduta, una bella benedizione gli sarebbe servita nell'ultimo mese. Da gennaio in poi tornerà a guidare l'attacco della Lazio, dal falso nueve si ripasserà al vero bomber. Immobile intanto la rappresenta nelle sedi istituzionali: «Conta molto essere capitano della Lazio. Ci sono grandi responsabilità, sono felice che il club faccia parte di queste iniziative, ne vado fiero. Il Papa mi ha dato la benedizione per la gara odierna, ci ha ordinato di essere qui. Basta armi e guerra, tante persone stanno soffrendo, vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro. Un ricordo di Maradona? Il Dio di questo sport». Fronte Nazionale: «Spero di tornarci presto. Mancini sa di poter contare su di me, ora purtroppo non possono essere lì per l’infortunio, i ragazzi si prepareranno al meglio anche se l’umore non sarà quello giusto. Dobbiamo ripartire». Vicino a lui c'era Zaccagni: «Solo insieme si sconfigge la guerra», le sue parole a Lazio Style. «Mi sono emozionato vedendo Ronaldinho, già so che mi mancherà il campionato, ci prepareremo in questi due mesi per tornare al meglio. Voglio recuperare dall'infortunio, lavorerò anche nei giorni liberi. Il derby è stato bellissimo, pure la trasferta di Bergamo è stata emozionante».

Programma

La squadra tornerà ad allenarsi domani dopo le 48 ore concesse da Sarri. Sedute a Formello fino a sabato, poi 10 giorni di totale stacco. Il mini-ritiro di dicembre all'estero non è più così certo. Caduta l'idea della tournée in Argentina, l'opzione Turchia è ancora in ballo, ma sta perdendo quota. La Lazio potrebbe pure decidere di rimanere nel proprio centro sportivo. Si balla tra una soluzione da imbastire all'ultimo momento e la permanenza al Training Center.


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