Kamada o Guendouzi? Il dubbio di Sarri per il big match Lazio-Juve

Ieri il giapponese non ha giocato contro la Turchia, oggi sarà a Formello. Sarri lo tiene in pole per Torino. Il francese prova a insidiarlo
Kamada o Guendouzi? Il dubbio di Sarri per il big match Lazio-Juve© BARTOLETTI
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Daniele Rindone

ROMA - Cinquantanove minuti contro la Germania, zero contro la Turchia. Kamada ieri è stato risparmiato, è atteso oggi a Formello. Sarri ha programmato una doppia seduta per accogliere i nazionali e valutarli. Il giapponese si è allenato e ha giocato solo in Europa, ha fatto base in Germania e poi in Belgio. Lo stress è stato limitato. Sarri valuterà soprattutto il suo rientro e poi deciderà se ripartire da lui contro la Juve o se lanciare Guendouzi. Solo da domani si entrerà nel vivo della preparazione in vista dell’anticipo di sabato. Mau ha ritrovato Pedro e Vecino, si sono allenati a pieno regime per il secondo giorno di fila. Si è rivisto Pellegrini, reduce da un problema ad un polpaccio dovuto ad una botta, ha iniziato a parte, poi ha svolto le prove tattiche con i compagni. Si sono rivisti anche Marusic e Hysaj, per loro seduta differenziata, sono stati i primi nazionali a tornare. A Napoli avevano giocato loro e da loro si ricomincerà. Sarri dovrebbe confermare tutto l’undici del Maradona per la sfida alla Juve, unica opzione in più Guendouzi dall’inizio. Mau deve pensare anche all’Atletico, l’esordio in Champions è fissato per martedì. C’è curiosità attorno alle sue scelte, col passare delle partite il turnover sarà ragionato o ampio? Da sabato ai primi giorni di ottobre si giocherà senza sosta.

Il momento di Guendouzi

Oggi a Formello saranno presentati il francese, Sepe e Mandas. Guendouzi ha regalato le prime impressioni a Lazio Style Channel: «Non so perché, soprattutto in Inghilterra, mi hanno soprannominato “bad boy”. Non mi piace moltissimo, sono sincero e onesto, quando sono in campo ho sempre voglia di vincere. A volte posso avere delle reazioni eccessive nei gesti e nei movimenti, ma perché ho voglia di migliorare e di essere il migliore per aiutare la squadra. Questo mi porta a vivere la partita in modo intenso e quando si vince può esserci gioia, quando si perde o c’è un errore dell’arbitro ci possono essere delle reazioni». Il centrocampista ha raccontato altri tratti del suo carattere: «Voglio sempre aiutare i compagni, gioco con la mentalità di volere sempre vincere, vincere e vincere. Non ho un soprannome specifico, qui mi chiamano Guendo e va bene così». Sarri lo ha voluto a tutti i costi, sente fiducia. E ha elogiato il modo in cui si è presentato, anche Mau è rimasto colpito dall’impatto che ha avuto al Maradona: «Lo so che l’allenatore ha detto che mi sono sentito a mio agio sin dall’arrivo ed è vero. Sono stato accolto benissimo da lui e dalle persone che lavorano nel club, anche dalla squadra». Ecco cosa è stato chiesto al francese fin da subito: «Mi spiegano molto bene le cose, come difendere, come attaccare e cosa l’allenatore si aspetta da me. Ho fatto pochissimi allenamenti, ma è come se avessi fatto varie stagioni. Questo sta succedendo grazie alla bellissima accoglienza che ho ricevuto. Sono una persona spontanea, che ama capire gli altri e porsi delle domande. È per questo che ho già capito alcune cose: cosa vuole l’allenatore e come funziona la squadra. Ma ho ancora tanto da imparare». Il resto si scoprirà oggi a Formello. 

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