Lazio, la mossa di Baroni: Pedro con Dia in attacco
Decisivo col Napoli, sigla d’artista. Decisivo a Venezia, ciabattata da oratorio. Dia non perdona, Dia va perdonato. Quantomeno lui ci arriva davanti alla porta, bene o male tira. E alla Lazio serve un centravanti che ci provi e ci riesca. Taty non c’è e non ci sarà fino alla sosta, il rientro anticipato è un augurio, non proprio una probabilità. Dia deve sdoppiarsi e ha subito l’occasione per rifarsi, è domani a Milano contro l’Inter. Sta a Baroni decidere se farlo rigiocare da trequartista con Pedro centravanti o viceversa. Noslin è passato dal sentirsi dire dal tecnico «ora giocherà, ha la mia fiducia» e poi «devo alleggerirgli la pressione, deve stare tranquillo e lavorare». Questo prima e dopo la partita di Venezia. La previsione più logica è immaginarlo in panchina a San Siro sia domani che domenica.
L'attesa per Milano
Senza Taty e con Noslin in difficoltà non restano che Pedro e Dia da utilizzare nel 4-2-3-1. Nel ruolo si sono esibiti entrambi. Il glorioso Pedro interpretandolo in stile Guardiola, il senegalese da punta pura. Due interpretazioni diverse, quale possa essere la migliore per domani tocca stabilirlo. L’assenza di Taty è ancora più pesante rispetto a quanto potesse sembrare, crea un cortocircuito tattico. Nel 4-2-3-1 i suoi movimenti sono determinanti per garantire quel gioco di ruoli ad incastro che caratterizza il baronismo. Noslin non è per niente adattabile, gira a vuoto, si perde, non è universale. Lo è Pedro, è una citazione di Baroni: «Sa fare tutto». Dia è anche un centravanti d’incontro. «Qualcosa dobbiamo modificare per andare incontro alle caratteristiche di giocatori che sono diversi da Taty, questo è sicuro», la traccia data da Baroni sabato sera. Ogni mossa è rinviata ad oggi, la ripresa di ieri mattina è stata utile solo per smaltire le fatiche. Il tecnico ha solo un giorno per preparare la sfida con l’Inter e in 24 ore si può toccare poco o nulla. Il 4-2-3-1 non appare modificabile fin quando non rientrerà Vecino. Il turnover è applicabile, ma in che misura? La partita di domani è secca, la prima da dentro o fuori. Ci saranno dei cambi, bisogna quantificarli.
