Sarri svela i motivi del ritorno alla Lazio: “Non potevo lasciare i tifosi in difficoltà”

Il senso di una missione per il tecnico, che lo ha spinto a rifirmare e soprattutto a restare dopo che è venuto a conoscenza delle problematiche che affliggono il club
Daniele Rindone
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Sono i momenti avversi che creano gli eroi immortali della Lazio, è sempre stato così. Nel ritorno di Maurizio Sarri c’è il senso di una missione che va oltre l’ambizione personale: «Sono tornato perché il percorso non era stato completato e non potevo lasciare il popolo laziale nel momento in cui ha un problema». La Lazio ha necessariamente bisogno di un eroe in questa estate senza sogni e Maurizio Sarri è sentito così dai tifosi laziali. Come un eroe, come maestro, come un amico che se n’era andato troppo stranamente. Il suo ritorno è una bellissima storia laziale. Aveva accettato di tornare quasi a scatola chiusa e ha accettato di restare quando gli è stata svelata la verità dei blocchi di mercato, il completo rovesciamento delle premesse e delle promesse con cui era ripartito il rapporto con Lotito. Sarri entra nella galleria degli uomini della Provvidenza che la storia biancoceleste ha proclamato. Uomini che la Lazio l’hanno saputa proteggere, salvare, costruire e ricostruire.

Lazio-Sarri, i motivi dell'addio nel 2024

Il Comandante, ospite lunedì del Premio Sportilia 2025 a Santa Sofia, Appennino forlivese, ha confessato i motivi che l’hanno spinto a ripartire dalla Lazio dopo le dimissioni del marzo 2024: «Mi ero dimesso perché avevo problemi personali, non mi consentivano di affrontare i problemi del calcio per cui non riuscivo a dare quello che volevo dare. Adesso invece so di poterlo dare». Nel gennaio 2024 la morte di un amato zio, poi l’aggravamento delle condizioni di salute della madre Clementina, scomparsa un mese dopo l’addio alla Lazio. Una straziante sofferenza che lo ha spinto a mollare, a rifugiarsi in famiglia, a non pensare al calcio: «Nei primi mesi di disoccupazione non mi sono occupato di calcio assolutamente, negli ultimi due-tre ho visto 1.000 partite e 1.000 giocatori e mi ritrovo col mercato bloccato», un sorriso che sapeva di beffa ha accompagnato questa frase. A margine del premio ha parlato anche di Napoli e del Napoli: «A Coverciano dovrebbero rendere obbligatorio per i mister allenare almeno un anno a Napoli. Per quello che significa, perché è una cosa molto particolare».

Sarri, inizia la nuova stagione

Sarri è atteso a Formello oggi pomeriggio insieme al suo staff. Domani il via alla nuova stagione con le visite mediche dei giocatori, venerdì toccherà al Comandante e ai suoi collaboratori. Lunedì l’inizio del ritiro che si concluderà il 26 luglio. Sarri è chiamato ad allenare la Lazio di Baroni senza poterla cambiare, ritoccare, aggiustare. Può solo migliorarla, è la missione che gli ha affidato la società. Deve riformare la squadra e nel contempo risollevare i tifosi, colpiti dalla Grande Depressione di questa estate. Sia i giocatori che il popolo laziale hanno bisogno di un eroe che incarni lo spirito della battaglia e lo traduca in azioni. Non è la cronaca attuale che giudicherà il lavoro del Comandante, sarà la Storia futura. 


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