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Lotito e il crollo della Lazio di Baroni: "Ci è mancato lo spirito battagliero"

Il presidente biancoceleste ha parlato in occasione della presentazione di Sarri come nuovo allenatore

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Pubblicato il 24.07.2025, 18:51 (Aggiornato il 24.07.2025, 19:29)

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ROMA - Nel giorno della presentazione di Maurizio Sarri, nuovamente allenatore della Lazio, il presidente bianceleste Claudio Lotito ha detto la sua sul crollo della squadra di Baroni nella seconda parte della scorsa stagione: "Non ci siamo mai prefissati obiettivi. In passato abbiamo pensato di aver costruito una squadra che potesse competere. Lo abbiamo dimostrato nella prima parte di stagione, mentre nella seconda parte abbiamo perso punti con squadre inferiori. È venuto meno lo spirito battagliero. Abbiamo pensato che Sarri fosse l'allenatore migliore per noi a prescindere dal mercato. L'allenatore può essere un valore aggiunto. La società  farà  il possibile per aiutare l'allenatore nel suo lavoro".

Lotito e il ritorno di Sarri

Lotito ha parlato ovviamente anche del ritorno di Sarri sulla panchina della Lazio: "Penso che la prima avventura di Sarri non si sia mai interrotta. Una serie di situazioni contingenti, anche di carattere familiare del mister, hanno portato a questo avvicendamento. Sarri ha fatto una scelta che abbiamo accettato, ma ci siamo lasciati con un arrivederci. Era giusto che il percorso intrapreso con il mister proseguisse perché non era ultimato". Sul blocco del mercato ha spiegato: "È uno svantaggio per la gente comune, ma può essere un fatto positivo per cementare un gruppo che ha nella figura del professor Sarri l'uomo per tirare fuori dalla squadra il massimo".

Nessun inganno a Sarri sul blocco del mercato

Lotito si sofferma poi sul blocco del mercato, che ha portato Sarri a riflettere, solo per poco, se rimanere o meno sulla panchina della Lazio: "Il blocco del mercato è stato un fulmine a ciel sereno, appena l'abbiamo saputo abbiamo avvisato il mister. Noi non dovevamo nascondere niente, non c'è stato alcun inganno a Sarri". Il presidente biancoceleste dà la sua ricostruzione dei fatti: "Questa vicenda non fa onore al calcio italiano. Ma qui non è colpa della Covisoc che opera su norme fatte dalle federazione. Potevamo fare tante cose, ma non ci interessa. Abbiamo accettato questa decisione. Qui non si parla di indice di liquidità, ma di stupidità. Chiunque, anche le banche, hanno riso di questa vicenda. Chiedere scusa ai tifosi? Non devo chiedere scusa perché sono anni che rinforzo il club. Ci sono squadre con 600-700 milioni di debiti e hanno l'indice di liquidità a posto perché hanno spostato un costo da dodici a tredici mesi. Cosa ha fatto allora la federazione per tutelare la regolarità del campionato? Noi invece, per colpa di una svista, abbiamo scaricato dei costi al 31 marzo che potevano essere scaricati successivamente. Tra l'altro la norma dell'indice di liquidità è scaduta il primo luglio. Se telefonate all'Uefa vi dicono che Lazio è florida e solida".