La Lazio agli ordini di Sarri: "Niente alibi, dobbiamo sfidare noi stessi"

Dopo il test con l’Avellino e verso la tournée in Turchia, il tecnico biancoceleste comincia a lavorare in prospettiva: come ha reagito la squadra
Marco Ercole
4 min

Niente alibi, niente distrazioni. Almeno internamente, il mercato bloccato non è da vedersi come una zavorra, ma come un’opportunità. Un’occasione per conoscersi meglio, per stringersi, per crescere davvero. Ma soprattutto, per mettersi in gioco. È questo il messaggio che Maurizio Sarri ha ribadito al gruppo, sia prima che dopo l’amichevole di Frosinone contro l’Avellino, vinta 1-0 al 92’ con un rigore trasformato da Guendouzi. Quello al Benito Stirpe è stato il test che ha simbolicamente chiuso il ritiro a Formello, un periodo in cui il Comandante ha ribadito più volte al gruppo lo stesso mantra: «Dobbiamo sfidare noi stessi. Le difficoltà si possono affrontare in modo negativo, con gli alibi, oppure in modo positivo, facendo gruppo». 

Sarri sfida se stesso: "Miglioreremo con l'allenamento"

Lui, neanche a dirlo, ha scelto la seconda via. E ha chiesto ai suoi di fare lo stesso. Il blocco del mercato, frutto delle ormai note vicende legate all’indice di liquidità e all’impossibilità di intervenire in entrata, ha costretto la Lazio a rivedere piani e strategie. Ma per quanto possa essere un fattore che evidentemente sta incidendo su tutto, non può e non deve rappresentare un freno all’ambizione individuale e collettiva. Non serve prefissarsi obiettivi di classifica, sarebbe forse controproducente. Certo, l'idea è quella di migliorare i due settimi posti conquistati nelle ultime stagioni. E per riuscirci occorre che dia molto di più chi già c'era, senza contare su risorse esterne. «Se non potremo migliorarci attraverso il mercato – ha spiegato il tecnico – allora lo faremo con l’allenamento». Una sorta di dichiarazione di guerra alla rassegnazione, al vittimismo. Una chiamata collettiva alla responsabilità, rivolta a ogni singolo giocatore. Sarri vuole una Lazio concentrata solo su sé stessa, capace di isolarsi dal rumore del mondo esterno e guardarsi dentro. Ogni elemento della rosa dovrà affrontare una sfida personale. Contro sé stesso, perché ad oggi è l’unico duello che conta davvero: superare i propri limiti, scrollarsi di dosso la mediocrità, tornare a somigliare a una squadra che ha l’Europa nel DNA.  

La reazione della squadra alle parole di Sarri

Mattia Zaccagni, il capitano (con la fascia al braccio nella gara di Frosinone), ha fatto sue le parole del Comandante: «Il mercato bloccato? È stata una sorpresa per noi come per tutti. Il mister ci ha detto di prenderla come una sfida. Vediamo cosa succede». C'è solo la voglia di proiettarsi in avanti, con uno sguardo nuovo. Con la consapevolezza che sarà un anno diverso. Più duro, forse. Ma proprio per questo ancora più stimolante. I piani di Sarri non cambiano: testa bassa, lavoro, sudore. Nessuna distrazione. L’unico modo per restare in alto sarà farlo attraverso la disciplina, la qualità e l’identità. Quella che il tecnico ha provato a risvegliare in questi giorni, martellando i concetti, i movimenti, la tenuta mentale. E ora, con la tournée in Turchia all’orizzonte, la preparazione entrerà nella fase più specifica. Lì si inizierà a vedere la nuova Lazio. O meglio: la versione migliore possibile di quella vecchia. Sarri è tornato per riprendere il discorso interrotto un anno e mezzo fa. E ora chiede alla sua squadra lealtà. Verso il lavoro. Verso il gruppo. Verso sé stessi. In campo, alla fine, scenderà chi risponderà meglio alla sfida. 


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