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Precampionato da incubo: Castellanos si gioca un posto da titolare alla Lazio

Il rosso di Rieti gli costerà una multa del Giudice sportivo. E Sarri deve decidere tra lui e Dia per Como
Daniele Rindone

Pubblicato il 18.08.2025, 08:00

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Sempre le stesse domande su Taty: diventerà mai un uomo-gol? E cos’è che gli scatta in testa? Un senso di incompiutezza lo accompagna da quando è arrivato alla Lazio. E i tormenti che lo agitano, le tempeste che gli provocano dentro, trovano sfogo in liti, in colpi di testa, intesi come reazioni impulsive. L’ultimo a Rieti. Il fallo ricevuto da Lima Santos è stato deplorevole, ma la reazione schizzata dell’argentino (diciamo un buffetto) era evitabilissima. Taty cade sempre nelle provocazioni, deve riuscire a frenarsi. Il rosso di sabato non gli costerà la presenza a Como, ma beccherà una multa dal Giudice sportivo. Così è previsto dai regolamenti della Lega di A in quanto a provvedimenti disciplinari subiti nelle amichevoli. Se la caverà, aspettando le decisioni di Sarri. Mau deve decidere se ripartire con Castellanos o se dare una chance a Dia. Li ha alternati anche a Rieti, per quanto la staffetta sia stata sfalsata dal rosso. E’ partito Taty, espulso al 32’. Dia è entrato a inizio secondo tempo e ha servito l’assist del raddoppio a Pedrito. Nessuno dei due centravanti ha colpito nel precampionato, appaiati nella classifica del digiuno.

Castellanos ad un bivio

Castellanos non è ancora l’alfiere di Sarri, non riesce a fare breccia nel Comandante, contrariato da certe reazioni. Si giocherà il posto a Como in settimana, dovrà dare segnali forti. Carica emotiva e non più nervosismo, l’impeto giusto. E’ stato al centro di voci di mercato provenienti dal Flamengo e dallo Zenit San Pietroburgo, subito smorzate dalla Lazio, che non può cedere l’argentino. Taty non sembra tipo che si fa condizionare, ha sempre espresso la voglia di restare, sempre che non abbia cambiato idea, pubblicamente non ha mai dato segnali di insofferenza. Si trova sempre davanti al grande bivio tra potenzialità e grandezza, forse è questo che lo tormenta. E sono sempre le stesse le domande sulla sua autentica dimensione di attaccante: il pivot d’area, di sublime abilità tecnica, ma non il centravanti che riesce a cannibalizzare occasioni. Può difendersi dicendo che di occasioni, per i centravanti, ce ne sono state poche in tutto il precampionato. Sarri ha risistemato la difesa, primo punto del piano di ripartenza. Ma non è ancora riuscito a trovare i gol delle prime punte. Hanno segnato le ali (due gol Pedro e due Cancellieri, uno Zaccagni, uno Noslin) o le mezzali (Guendouzi su rigore e Basic). Castellanos e Dia spesso giocano spalle alla porta, favoriscono gli inserimenti degli esterni d’attacco o degli interni di centrocampo. L’assenza di un 10, di una mezzala di qualità, limita le verticalizzazioni centrali su cui si fonda gran parte del sarrismo.

Il salto

Mau ritroverà la squadra domani e sarà tempo di pensare al Como. In Turchia e col Burnley si era sfruttato il contropiede per colpire. Contro l’Atromitos, squadra arrivata settima nell’ultimo campionato greco, s’è visto più palleggio. I ritmi erano meno alti, c’erano più spazi, meno pressione. Al tiro sono arrivati Dele-Bashiru (ad inizio primo tempo), poi Zaccagni, Pedro e Noslin. Castellanos, per rispetto delle gerarchie, potrebbe partire titolare a Como. Se si valuterà lo stato di forma si ritroverà in ballottaggio con Dia. Attende il verdetto.

 

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