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Lazio, Sarri rilancia Tavares: con Mau il portoghese si sdoppia

L'allenatore ha lavorato su atteggiamento, preparazione fisica e tattica dell'ex Arsenal: il club spera sia tra i giocatori che hanno sfruttato di più le lezioni del Comandante 
Daniele Rindone

Pubblicato il 23.08.2025, 08:15

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«Guardami negli occhi quando ti parlo». Gli occhi di Sarri addosso a Tavares da subito. Li teneva bassi, non incrociava quelli di Mau quando parlavano in allenamento. Era come se Nuno cercasse di non incontrare il suo sguardo. Gli occhi tradiscono inquietudine, timidezza, disagio, turbamento. Sarri s’è accorto di questa mancanza e ha cercato di scuotere il portoghese, di entrarci in sintonia per contrastare le sue insicurezze, l’indolenza che spesso lo frena. Piano piano ci è riuscito. L’impatto in generale è stato migliore rispetto a quanto temesse. Tutti e due erano incuriositi. Sarri di Tavares, Tavares di Sarri. Si sono studiati, hanno trovato un’iniziale linea d’intesa, da comprovare nel corso dell’anno. Tavares è partito bene perché s’è mostrato disponibile, è stato disciplinato nel precampionato. S’è lavorato subito per evitargli infortuni, per non farlo rischiare. Allenamenti e riposo, carichi soppesati, staffette in amichevole. E’ sempre partito titolare tranne con l’Atromitos, quando è subentrato a Pellegrini. Le prove difensive, da difesa a 4, con le marcature orientate sul pallone chieste da Sarri, e le scalate a turno dei terzini, erano il banco di prova. In amichevole i segnali sono stati incoraggianti, il vero esame è il campionato.

Lazio, due Tavares

Sarri sta lavorando per dare un metodo a Nuno, mai realmente costruito da terzino. Nessuno meglio di lui può farlo. Ha lavorato molto con i difensori, organizzando allenamenti di reparto e sedute video specifiche. I veri risultati si valuteranno da domani in poi. Sarri vuole un Tavares doppio: terzino e ala. Attento in copertura, sfrecciante in avanti, con gli occhi di tigre, a testa alta. Quando è in forma mette i razzi, è da corsia olimpica. Mau l’ha ammirato l’anno scorso, quando seguiva la Lazio da spettatore. A velocità massima partiva, sterzava, affondava, crossava palloni d’oro. Al contrario, quando ha perso la forma, ha giocato più di una volta a settimana, è andato in nazionale e ha iniziato a fermarsi, è andato in crisi. Invece di reagire tende a perdersi, a cadere nella mollezza. Sarri vuole questa sintesi di Nuno: doppia fase, offensiva e difensiva, velocità e fisicità, assist e magari qualche gol. Che Mau l’abbia colpito s’è capito dalle prime frasi: «Sarri? Allenatore importante che lavora molto sulla tattica, la maggior parte della squadra lo conosce».