Lazio, tutti davanti al video dopo la batosta di Como: cosa è successo a Formello

Sarri lavora con i suoi ragazzi per superare il brutto ko nella 1ª giornata di campionato: tutti i dettagli
Daniele Rindone

ROMA - Molto sarriana come ripresa. Crederci, prima lezione: "Reagiamo". Correggersi, seconda lezione. Asciuttezza nelle parole, efficacia davanti al video, dove Sarri ha piazzato la Lazio nel pomeriggio di ieri. Prima un discorso breve, poi l’approfondimento sugli errori di Como. La parte più profonda della doppia seduta. "Si può essere scarsi, ma non come oggi", aveva detto domenica. Alla squadra ha fatto rivedere sbagli e abbagli, sviste e strafalcioni. Non gli era piaciuto nulla e niente aveva visto rispetto a quello che aveva chiesto in settimana: "Dovevamo uscire muovendo il pallone velocemente". A fine partita la differenza tecnica è stata evidente. Errori tecnici e di scelte, i punti che Sarri aveva individuato a caldo e ha criticato a freddo. Allena una Lazio non costruita, incompleta, con assenze. Ma vuole comunque una squadra che ci creda, indomita. Deve ancora prendere una forma precisa, chissà quale sarà quella giusta.  


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La ripresa verso il Verona

Sarri ha ritrovato il gruppo dopo un giorno di riposo. Il Verona vale come banco di prova, poi ci sarà la sosta, che può servire per lavorare e recuperare infortunati. Alla ripresa, il derby. C’è meno di un mese per arrivarci pronti. Per ora il 4-3-3 non si tocca, le riflessioni attuali non coinvolgono il modulo. Ogni scelta è legata ai risultati. Il tecnico sta usando una strategia comunicativa diversa rispetto al passato, deve proteggere il gruppo: "L’unica cosa che non posso fare quest’anno è mettere in imbarazzo i miei giocatori o criticarli. Siamo questi e rimaniamo questi". Non sarà mai imprudente, rigoroso sì. Con questo gruppo deve arrivare a giugno, il mercato di gennaio è ancora indecifrabile. Sarri non può neanche neanche creare alibi, è nel pieno di un lavoro complicato. Deve riuscire ad avere equilibrio nelle uscite esterne e interne. Domenica si esordirà all’Olimpico, dove la Lazio non vince da febbraio (col Monza). Le pressioni si sentiranno. Per il Verona sono pronti accorgimenti tattici per eliminare i difetti di Como, per trovare le contromisure giuste. Mau chiederà palleggio e di non sbagliare le uscite, le scalate, di giocare anche in profondità. Spesso ha ottenuto reazioni immediate dalla Lazio. Nei primi anni aveva più qualità, adesso deve riuscire a trovare risorse nuove, a migliorare le caratteristiche dei giocatori che allena.  

La citazione di Bukowski

Sarri è un maestro di calcio, ma è appassionato di letture. I gialli italiani e una passione folle per Bukowski, poeta e scrittore statunitense. A lui s’è riferito domenica per inquadrare la Lazio attraverso la sua filosofia, una visione della vita basata sull’autenticità: "Bukowski in alcune cose è attendibile, in altre meno. Prima cosa, è stata una partita troppo brutta da parte nostra. Seconda, siamo in una fase di stagione in cui la partita fallita completamente ci può anche stare. Analizziamo tutto, critichiamoci, mettiamo tutto in discussione senza esser disfattisti in questo momento". La sintesi del lavoro mentale e tattico svolto ieri in una giornata a tutto Sarri.  


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ROMA - Molto sarriana come ripresa. Crederci, prima lezione: "Reagiamo". Correggersi, seconda lezione. Asciuttezza nelle parole, efficacia davanti al video, dove Sarri ha piazzato la Lazio nel pomeriggio di ieri. Prima un discorso breve, poi l’approfondimento sugli errori di Como. La parte più profonda della doppia seduta. "Si può essere scarsi, ma non come oggi", aveva detto domenica. Alla squadra ha fatto rivedere sbagli e abbagli, sviste e strafalcioni. Non gli era piaciuto nulla e niente aveva visto rispetto a quello che aveva chiesto in settimana: "Dovevamo uscire muovendo il pallone velocemente". A fine partita la differenza tecnica è stata evidente. Errori tecnici e di scelte, i punti che Sarri aveva individuato a caldo e ha criticato a freddo. Allena una Lazio non costruita, incompleta, con assenze. Ma vuole comunque una squadra che ci creda, indomita. Deve ancora prendere una forma precisa, chissà quale sarà quella giusta.  


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