Sarri: "La Lazio di Como è da Serie C. Obiettivo Europa? La società non me l'ha chiesto"

Le dichiarazioni dell'allenatore biancoceleste nella conferenza stampa alla vigilia della gara dell'Olimpico contro il Verona

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell'esordio all'Olimpico della sua Lazio contro il Verona. I biancocelesti vogliono lasciarsi alle spalle la brutta sconfitta di Como registrata durante la prima di campionato, in cui si sono resi protagonisti di una prestazione molto al di sotto delle aspettative del tecnico.

Il commento a freddo di Sarri su Como-Lazio

Le prime domande della conferenza hanno riguardato l'ultima prova della Lazio, analizzata così dal tecnico biancoceleste: "Se dovessi togliere chi ha fatto male a Como è un problema perché penso che non ce la facciamo a cambiarli tutti. La prestazione è stata negativa sia da un punto di vista individuale che collettivo, non c'è da colpevolizzare qualcuno perché non trovo singoli con più responsabilità di altri. Dobbiamo dare qualche soddisfazione ai tifosi dopo mesi difficili, questo conta più di tutto. La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, a Como già nel primo tempo la sensazione che ho avuto è che l'unica soluzione possibile fosse l'attacco della profondità. Nel secondo tempo l'abbiamo fatto un po' di volte e qualcosina poteva venire fuori. A Como abbiamo fatto registrare dei numeri da Serie C, sia come tiri che come passaggi. Questo mi da anche fiducia perché mi fa capire che questi non sono numeri nostri. Forse il Como ha qualcosa in più di noi dal punto di vista tecnico ma il problema è che siamo rimasti a metà strada, non li abbiamo aspettati e non siamo andati a prenderli. Con un atteggiamento simile si perde sempre".

Da Dele-Bashiru a Zaccagni: le risposte sui singoli

"Con Dele-Bashiru siamo alla prefazione - ha spiegato Sarri -. Ha delle qualità enormi, ha un'accelerazione come ne ho visti pochi, tecnicamente e tatticamente si può affinare. Zaccagni sa cosa penso di lui, secondo me lui è uno da doppia cifra ogni anno, quindi se non la fa significa che sta sbagliando qualcosa. Pedro c'è sempre la possibilità che possa essere titolare, tenendo sempre presente che è un'arma anche in panchina e questo fa sempre estremamente comodo. Lui per caratteristiche può inventare qualcosa da un secondo all'altro. Vecino, Isaksen e Patric sono ancora nell'area medica e le sensazioni positive per tutti - ha proseguito il tecnico parlando degli indisponibili -. Il più vicino al rientro è Vecino ma si stanno allenando ancora tutti a parte. Tavares si sta adattando a fare il terzino, la definizione di terzione è quella di difensore esterno. Lui mentalmente considera meno importante la fase di difesa e accelera meno, se mettesse la stessa intensità che mette in attacco diventerebbe un terzino di livello mondiale e penso che possa riuscirci".


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"Tornare in Europa non è un obiettivo. Noi puntiamo a..."

Riguardo i risultati della passata stagione e gli obiettivi di quella appena iniziata, Sarri ha chiarito la sua posizione: "L'anno scorso ci sono state delle contingenze positive poco replicabili, penso alle 13 superiorità numeri e ai 14 gol di un ragazzo di 38 anni. Io spero che Pedro si confermi ma non è facile, anche se segnali negativi da parte sua fin qui non ci sono stati. Quello di tornare in Europa immediatamente non è un nostro obiettivo, la società con me ha fatto un progetto di 3 anni e questo è quello con le maggiori difficoltà. Stiamo cercando di creare una base di giocatori che ci permettano di puntare a certi obiettivi in futuro. Ho visto un buon precampionato mentre domenica ho visto un'altra cosa, spero sia una fase transitoria e che almeno non ci manchi più l'energia per lottare. La squadra durante il ritiro ha lavorato bene, ero contento delle amichevoli e poi alla prima di campionato faccio fatica a credere a quello che ho visto".

"La squadra pensa troppo, voglio un calcio semplice"

"La squadra non ha un blocco psicologico, ma il fatto di pensare troppo prima di fare la giocata ritardando i tempi di gioco, col tempo l'obiettivo è fare le cose in automatico. Io penso di giocare un calcio semplice e, come diceva Cruyff, il calcio semplice è il più bello del mondo. Spero sia una fase di transizione, la cosa spaventosa è che la squadra abbia lottato in amichevole ma poi sia stata rinunciataria in campionato, faccio fatica a capirlo. Ho delle caretteristiche ben definite che conosce tutta Europa da 15 anni, quindi se questa squadra non è adatta a me avranno sbagliato a chiamarmi, è difficile che possa cambiare dopo tutto questo tempo. Non so quante squadre siano meglio di noi perché non so ancora quanto possiamo esprimere. Partiamo da un settimo posto in cui la Lazio si è lasciata dietro il Milan, il Bologna e il Como quindi inizia a farsi dura, ma stiamo parlando di calcio sulla carta", ha concluso il tecnico.


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Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell'esordio all'Olimpico della sua Lazio contro il Verona. I biancocelesti vogliono lasciarsi alle spalle la brutta sconfitta di Como registrata durante la prima di campionato, in cui si sono resi protagonisti di una prestazione molto al di sotto delle aspettative del tecnico.

Il commento a freddo di Sarri su Como-Lazio

Le prime domande della conferenza hanno riguardato l'ultima prova della Lazio, analizzata così dal tecnico biancoceleste: "Se dovessi togliere chi ha fatto male a Como è un problema perché penso che non ce la facciamo a cambiarli tutti. La prestazione è stata negativa sia da un punto di vista individuale che collettivo, non c'è da colpevolizzare qualcuno perché non trovo singoli con più responsabilità di altri. Dobbiamo dare qualche soddisfazione ai tifosi dopo mesi difficili, questo conta più di tutto. La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, a Como già nel primo tempo la sensazione che ho avuto è che l'unica soluzione possibile fosse l'attacco della profondità. Nel secondo tempo l'abbiamo fatto un po' di volte e qualcosina poteva venire fuori. A Como abbiamo fatto registrare dei numeri da Serie C, sia come tiri che come passaggi. Questo mi da anche fiducia perché mi fa capire che questi non sono numeri nostri. Forse il Como ha qualcosa in più di noi dal punto di vista tecnico ma il problema è che siamo rimasti a metà strada, non li abbiamo aspettati e non siamo andati a prenderli. Con un atteggiamento simile si perde sempre".

Da Dele-Bashiru a Zaccagni: le risposte sui singoli

"Con Dele-Bashiru siamo alla prefazione - ha spiegato Sarri -. Ha delle qualità enormi, ha un'accelerazione come ne ho visti pochi, tecnicamente e tatticamente si può affinare. Zaccagni sa cosa penso di lui, secondo me lui è uno da doppia cifra ogni anno, quindi se non la fa significa che sta sbagliando qualcosa. Pedro c'è sempre la possibilità che possa essere titolare, tenendo sempre presente che è un'arma anche in panchina e questo fa sempre estremamente comodo. Lui per caratteristiche può inventare qualcosa da un secondo all'altro. Vecino, Isaksen e Patric sono ancora nell'area medica e le sensazioni positive per tutti - ha proseguito il tecnico parlando degli indisponibili -. Il più vicino al rientro è Vecino ma si stanno allenando ancora tutti a parte. Tavares si sta adattando a fare il terzino, la definizione di terzione è quella di difensore esterno. Lui mentalmente considera meno importante la fase di difesa e accelera meno, se mettesse la stessa intensità che mette in attacco diventerebbe un terzino di livello mondiale e penso che possa riuscirci".


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