La strategia di Sarri: come sta creando la Lazio del futuro
Talenti in costruzione, i mattoncini del futuro. Lavori in corso è il cartello appeso da Sarri fuori da Formello. Da quando è tornato ha avviato un addestramento quotidiano all’arrangiarsi. Senza mercato, con una squadra poco affine, deve compiere una doppia missione: renderla almeno concorrenziale, magari competitiva, e darle un futuro. «Siamo al primo anno, difficile, di un programma triennale. Se riusciremo a creare 7-8 giocatori di un certo livello allora ne serviranno soltanto 3 dal mercato. Altrimenti sarà dura», la traccia che ha fornito nel weekend e apre alla riflessione. Sarri, dalle sabbie mobili di un’estate senza acquisti, sta provando ad uscire impostanto un gioco più pratico e lavorando su giovani o giocatori irregolari nel ruolo e nel rendimento. I giocatori sono individuabili in Tavares, da rendere terzino, in Provstgaard, Belahyane e Dele-Bashiru, Cancellieri, Noslin e Isaksen. Vanno dai 21 anni del mediano marocchino ai 26 dell’attaccante olandese. Sarri proverà a crescerli, a svezzarli, a potenziarli il più possibile per arrivare a giugno con la possibilità di aggiungere 3 rinforzi di qualità. Altrimenti gli acquisti dovranno essere di più.
Provstgaard e i mediani
Sarri ha bisogno di un Tavares terzino: «Se facesse la fase difensiva come quella offensiva sarebbe al top». Mancano i centrali. Gigot è stato tagliato, Patric sta più fuori che dentro. Provstgaard s’è fatto trovare pronto, ha sfruttato la squalifica di Romagnoli per giocare due partite da titolare. Mau l’ha promosso: «Ha una grande applicazione, è determinato, sono certo che diventerà un buon difensore. Ha ancora qualche difettuccio ma anche tutte le caratteristiche di uno che può finire in Premier». Ha apprezzato impegno, applicazione, sveltezza d’apprendimento. Anche qualità tecniche, di impostazione. Il danese può essere un vero rinforzo, ha soli 22 anni. Almeno altri due centrali dovranno arrivare a giugno perché Gila è in scadenza nel 2027 e non sta rinnovando. Servono centrocampisti, è un’urgenza. Sarri è senza una mezzala di qualità, sta adattando Dele-Bashiru, uno dei «libri da scrivere», come dice. «Siamo alla prefazione. Ha delle qualità enormi. Può esprimere accelerazioni da 35-36 km orari. Deve affinarsi tecnicamente», ha spiegato Mau sabato. Dele-Bashiru esprime volume di gioco, non ha ancora i guizzi della mezzala sarriana: gioco, assist e gol. Belahyane lo sta costruendo da mezzala: «Mi aspettavo un giocatore più lento invece ha discrete accellerazioni soprattutto sui 20 metri. Al momento è troppo confusionario per fare il centrocampista centrale. Mi ha sorpreso perché a livello di inserimento non è male», la lode del tecnico dopo l’assist servito a Dia contro il Verona, da subentrato.
Gli attaccanti
In avanti i nomi sono tre. Cancellieri da perfezionare. Isaksen da rendere continuo. E Noslin. Sarri ha visto un altro Cancellieri: «Maturo come ragazzo e giocatore». Isaksen non l’ha visto, lo ritroverà in settimana. La prima versione non lo convinceva, quello visto con Baroni sì. Attende di lanciarlo. Poi c’è Noslin, rimasto come uomo d’emergenza. Ala o attaccante, neppure Sarri sa ancora quale sia il ruolo: «Faccio un po’ di fatica anche io ad inquadrarlo. In alcuni allenamenti mi sembra un esterno, a volte una seconda punta. Ha gamba. Con Dia in Coppa d'Africa avere Noslin sarebbe determinante. Ha l’istinto del gol». Da Provstgaard a Noslin, sono tutti nelle mani di Mau. Anche Lotito, appeso ai suoi miracoli.
