Lazio, svolta rinnovi: cosa Sarri ha chiesto a Lotito
Sarri si è arrangiato per mesi, è passato al comando. Nel vertice di novembre con Lotito e Fabiani ha giocato d’anticipo puntualizzando le sue richieste, poi ha iniziato a muoversi. Un piano di lavoro è il mercato, l’altro porta ai rinnovi. Mau ha indicato Insigne e Ilic come rinforzi per gennaio e spera di essere accontentato. Ha parlato con Marusic e Basic, due dei cinque giocatori in scadenza a giugno con Hysaj, Pedro e Vecino, per capire se ci sono i margini per rinnovare. Sarri spinge Lotito e Fabiani ad agire su più fronti pur conoscendo i vincoli che limiteranno anche a gennaio la capacità di manovra del club: mercato a saldo zero, uscite ed entrate, rinnovi offribili alle stesse cifre di oggi a meno che non si utilizzino i soldi di eventuali cessioni per aumentare le offerte. La coperta resterà corta. Non proprio le migliori condizioni per rinforzare la squadra ed evitare partenze anticipate a gennaio o a zero a giugno. I margini di manovra si conosceranno con precisione il 16 dicembre, data entro cui l’Authority che vigila sui conti emetterà il suo verdetto relativamente al mercato invernale. Domenica sono scaduti i termini per la presentazione della fotografia finanziaria al 30 settembre scorso. La comunicazione della Lazio sarebbe stata inviata al fotofinish. Poco meno di due settimane per la sentenza. Ma c’è poco da aspettarsi o da scoprire.
Gli scenari
Non basta che si muova Sarri per ridare un futuro alla Lazio, serve l’assistenza della società. Sul fronte rinnovi s’è mossa riallacciando contatti con lo staff di Romagnoli. La storia di Alessio è una telenovela a capitoli, va avanti da tempo. E’ fermo alla promessa di Lotito del 2022, quando firmò accettando un contratto al ribasso pur essendo arrivato a zero: avrebbe ottenuto l’aumento con la qualificazione in Champions. Arrivò nel 2023, ma il contratto è rimasto in sospeso. La società sta lavorando per preparare il terreno in vista di gennaio, quando si capirà se si potrà investire sui contratti. Il rinnovo di Romagnoli, alle stesse cifre di oggi, è difficilmente trattabile. Sarri ha sondato gli umori di Marusic e Basic. Il primo, per lui, un pilastro. Il secondo, dopo l’exploit, un salvatore. Rinnoverebbe entrambi, c’è il rischio di perderli. Marusic ha ricevuto sondaggi già per gennaio da club italiani di livello, ma Lotito non lo libererà mai. Basic anche per giugno, da Germania e Liga (il Betis). Perderli costringerebbe la società a dover rintracciare un terzino in più e una mezzala in più, ruoli che già oggi vanno rinforzati. Marusic era ad un passo dal rinnovo a giugno, le cifre erano state concordate confermando il contratto in essere (1,7 milioni), era stato migliorato un bonus. Lotito è passato dal sì al no in poche settimane. Nonostante il pressing di Sarri oggi è più difficile convincere il difensore a firmare alle stesse cifre e solo per un anno. Basic ha vissuto anni difficili, ma è disposto ad ascoltare la proposta. Su Marusic i dubbi della società sono legati all’età, 33 anni compiuti ad ottobre. Basic era tra gli esuberi, guadagna 1,6 milioni, col decreto crescita il totale al lordo supera di poco i 2 milioni. Il club puntava a liberarsi del suo ingaggio. Nel 2027, con Romagnoli, scadranno Gila (intenzionato a partire a zero), Cancellieri, Provedel, Cataldi, Lazzari, Pellegrini, Patric e Gigot (già sul mercato). Da qui la frase sferzante di Mau: «Ci sono tanti che sarebbero da rinnovare, a meno che la società non abbia 100 milioni da spendere».
