Lazio vicina alla soglia dello 0,8: ecco cosa può accadere a gennaio

Entro il 16 la nuova Authority si esprimerà sui conti della Serie A: si decidono le modalità del mercato
Fabrizio Patania
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ROMA Lotito è sul filo e la scadenza del 16 dicembre si avvicina. Tra pochi giorni sapremo se la Lazio potrà tornare sul mercato a gennaio senza limitazioni, come pare sia stato promesso a Sarri, o se dovrà procedere con molta prudenza. Un acquisto per ogni cessione. Il cosiddetto “saldo zero” è l’ipotesi più probabile e accreditata per sei o sette club di Serie A, tuttavia a Formello non escludono sorprese e di ritrovarsi appena al di sotto del valore livello-soglia (0,8) richiesto dalla Figc. L’eventuale via libera, tutto da verificare, significherebbe una ripartenza, senza coltivare illusioni o ambizioni smodate. Lotito non ha mai investito somme ingenti sul mercato (i 100 milioni del 2023 vennero compensati dai 40 ricavati da Milinkovic) e non ha mai sottoscritto aumenti di capitale per dotare la società di nuovi ricavi. Il popolo laziale, dopo oltre venti anni, si è stancato di una gestione lenta, anzi lentissima. Servirebbe uno scatto, come chiede Mau, ma neppure sono ipotizzabili catastrofi. Un quadro normativo aiuta a fare chiarezza.

Cosa accadrà il 16 dicembre?

La nuova commissione per il controllo dei conti della Serie A, ora di natura governativa e presieduta da Atelli, ha sostituito la Covisoc, ma non sono cambiate le regole federali di ammissione al mercato. Entro il 16 dicembre l’Authority, esaminati i conti al 30 settembre, comunicherà ai club di Serie A se sono ammessi e con quali limitazioni alla sessione invernale. La Lazio viene dal blocco totale in estate. Nella peggiore delle ipotesi, qualora il rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi fosse superiore allo 0,8, l’ammissione sarebbe parziale. Il cosiddetto blocco soft, “a saldo zero”. Sarebbe possibile tesserare nuovi calciatori solo coprendo l’operazione attraverso cessioni o risoluzioni di pari importo, compresi i costi contrattuali. Uno esce, uno entra, medesime cifre. Qualora la Lazio scendesse sotto lo 0,8 verrebbe ammessa liberamente, senza alcuna limitazione.


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La Lazio oggi può tesserare Insigne?

La risposta è no se il 16 dicembre l’Authority non desse il via libera a Lotito. Pur essendo Insigne svincolato, servirebbe una cessione o una risoluzione contrattuale (Hysaj ad esempio) per “coprire” la somma destinata al suo ingaggio. Le operazioni devono essere finalizzate nella stessa finestra di mercato. L’eventuale saldo positivo creato dalle cessioni di Tchaouna e Casale, chiuse l’estate scorsa, non avrebbe favorito il raggiungimento dello 0,8 richiesto per lo sblocco al 30 settembre. Viceversa, qualora la Lazio fosse al di sotto della soglia, potrebbe firmare il contratto con Insigne (svincolato) il 17 dicembre, ma dovrebbe attendere la riapertura delle liste della Serie A per tesserarlo, tagliando un altro giocatore dalla rosa attuale. Sarri ha già utilizzato i due slot stagionali per variare l’elenco (Basic per Dele-Bashiru, Dele-Bashiru per Hysaj) e dovrà attendere gennaio per ritoccarla.

Che differenza c’è tra il “saldo zero” e le abitudini di Lotito?

Poca, quasi irrilevante. La gestione ultraventennale di Lotito racconta come abbia sempre cercato di equilibrare acquisti e cessioni. Il parametro Uefa/Figc continuerà ad abbassarsi. Entro il 31 marzo, i club di Serie A dovranno raggiungere l’obiettivo del 70% nel rapporto costo lavoro-ricavi. Il mercato, per tutti, partirà dagli esuberi. Nel caso della Lazio, si proverà a cedere in prima battuta Hysaj e Gigot, esclusi dal progetto di Sarri. La differenza può essere questa: con il mercato libero puoi acquistare subito. Con il “saldo zero” anche la cessione di un fuori-rosa diventa dirimente e indispensabile prima di un tesseramento.

La Lazio dovrà realizzare 25-30 milioni di plusvalenze a gennaio?

La società, senza sbilanciarsi apertamente, dice di no. Le ultime dichiarazioni di Fabiani non venderemo i migliori») e di Lotito non indeboliremo la Lazio») fanno intendere che non ci sia l’esigenza immediata di cedere i big, tuttavia certificano scarsa ambizione o difficoltà a rinforzare la rosa. Sarri, a questo proposito, è stato chiaro: «Non basta». È probabile che la società sia convinta di operare liberamente a gennaio, rinviando le uscite pesanti all’estate. Soprattutto nel caso in cui la Lazio non si qualificasse di nuovo per l’Europa, i ricavi continuerebbero a scendere e diventerebbe inevitabile ricorrere al player trading, certamente a saldo zero se non verrà raggiunto l’obiettivo del 70% entro fine marzo. Il destino di Gila (scadenza 2027) appare segnato. Per Guendouzi e Rovella bisognerà ragionare. Altri pezzi da 25-30 milioni onestamente nella rosa della Lazio non si vedono. Forse Isaksen si può avvicinare ai 20. Se arrivassero subito offerte, Lotito le prenderà in esame. Altra precisazione sui ricavi. Le Noif calcolano la media degli ultimi 36 mesi, coprendo un arco triennale in base ai bilanci approvati. Certe previsioni catastrofiche, per quanto Lotito (in assenza di aumenti di capitale e di qualificazione europea) possa avere scarsi argomenti per rilanciare, sembrano esagerate.


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La Lazio si orienterà sui giovani italiani?

Sì. Dai tempi di Cataldi, Lotito non tira fuori un talento dal settore giovanile. Murgia non riuscì a imporsi, Floriani Mussolini è stato ceduto in prestito con riscatto in favore della Cremonese. L’ultima mossa della Figc è diventata un incentivo. Gravina può limitare l’afflusso degli extracomunitari, ma non la libera circolazione dei calciatori all’interno dell’Unione Europea. I presidenti sono ingolositi dagli sgravi fiscali legati al Decreto Crescita e all’esenzione Iva sugli acquisti dall’estero, ma in Serie A sono sempre meno i calciatori convocabili in Nazionale (appena il 25%). A partire da gennaio, l’acquisto di under 23 italiani non graverà e non peserà sul costo del lavoro allargato, rimanendo fuori dai calcoli. L’interesse diventa anche di natura economica. Un esempio. Giovanni Fabbian, centrocampista del Bologna, è un under 23 nel mirino di Formello. Se la Lazio riuscisse a prenderlo a gennaio, non appesantirebbe i conti nel rapporto da inviare entro il 31 marzo.

La Lazio rischia un nuovo blocco totale a luglio?

La risposta è no, molto difficile possa accadere. Le Noif sono chiare. Il rischio si concretizzerebbe solo in un caso. Due dati negativi di fila e in peggioramento progressivo. Poniamo il caso che l’Authority bocci ora la Lazio rilevando un possibile 0,81 al 30 settembre. Se il rapporto costo lavoro-ricavi peggiorasse ancora (da 0,82 in su) il 31 marzo, il club incorrerebbe in un nuovo blocco. Qualora il parametro migliorasse (ad esempio 0,78, cifre puramente esemplificative) pur essendo al di sopra del valore soglia (0,70) il mercato estivo resterebbe a “saldo zero”. Lotito potrebbe acquistare a fronte di ogni cessione. Non sarebbe ugualmente una prospettiva entusiasmante.


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ROMA Lotito è sul filo e la scadenza del 16 dicembre si avvicina. Tra pochi giorni sapremo se la Lazio potrà tornare sul mercato a gennaio senza limitazioni, come pare sia stato promesso a Sarri, o se dovrà procedere con molta prudenza. Un acquisto per ogni cessione. Il cosiddetto “saldo zero” è l’ipotesi più probabile e accreditata per sei o sette club di Serie A, tuttavia a Formello non escludono sorprese e di ritrovarsi appena al di sotto del valore livello-soglia (0,8) richiesto dalla Figc. L’eventuale via libera, tutto da verificare, significherebbe una ripartenza, senza coltivare illusioni o ambizioni smodate. Lotito non ha mai investito somme ingenti sul mercato (i 100 milioni del 2023 vennero compensati dai 40 ricavati da Milinkovic) e non ha mai sottoscritto aumenti di capitale per dotare la società di nuovi ricavi. Il popolo laziale, dopo oltre venti anni, si è stancato di una gestione lenta, anzi lentissima. Servirebbe uno scatto, come chiede Mau, ma neppure sono ipotizzabili catastrofi. Un quadro normativo aiuta a fare chiarezza.

Cosa accadrà il 16 dicembre?

La nuova commissione per il controllo dei conti della Serie A, ora di natura governativa e presieduta da Atelli, ha sostituito la Covisoc, ma non sono cambiate le regole federali di ammissione al mercato. Entro il 16 dicembre l’Authority, esaminati i conti al 30 settembre, comunicherà ai club di Serie A se sono ammessi e con quali limitazioni alla sessione invernale. La Lazio viene dal blocco totale in estate. Nella peggiore delle ipotesi, qualora il rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi fosse superiore allo 0,8, l’ammissione sarebbe parziale. Il cosiddetto blocco soft, “a saldo zero”. Sarebbe possibile tesserare nuovi calciatori solo coprendo l’operazione attraverso cessioni o risoluzioni di pari importo, compresi i costi contrattuali. Uno esce, uno entra, medesime cifre. Qualora la Lazio scendesse sotto lo 0,8 verrebbe ammessa liberamente, senza alcuna limitazione.


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