Lazio, quattro casi: Provedel, Zaccagni, Cataldi e Romagnoli in bilico a giugno

Offerte di mercato o contratti in scadenza nel 2027: il futuro incerto può incidere sulle scelte dei giocatori, attuali leader della formazione di Sarri
Daniele Rindone
5 min

ROMA - Lo scheletro della Lazio, l’ossatura italiana, l’anima laziale. Zaccagni e Provedel, Romagnoli e Cataldi. Il capitano, il numero uno costretto ieri a fermarsi, a interrompere la stagione per un vecchio infortunio alla spalla destra, il difensore del popolo e il regista bandiera. Chi corteggiato sul mercato, chi in scadenza.

Zaccagni ancora appetibile sul mercato

Quando Sarri parla di giocatori che «vedono un futuro nebuloso» lancia un allarme. Non fa nomi, ma nel conto comprende sicuramente i big di oggi e i leader, si contano sulle dita di una mano o poco più. Nel marasma attuale, con Sarri al bivio a giugno, con l’incognita mercato, con 12 giocatori in scadenza tra il 2026 e il 2027, con lo stadio vuoto e il rischio di perdere la base dei 30.000 abbonati, dentro la squadra la sfiducia può diventare sempre più profonda. I quattro casi citati andranno affrontati a fine campionato. Zaccagni non sta vivendo un’annata d’oro, è dal marzo 2025 che è frenato da problemi fisici dovuti alla pubalgia, al post-operatorio e ad altri incidenti di percorso. Ha 30 anni, un contratto in scadenza nel 2029, ma è ancora appetibile. Il Napoli l’ha cercato più volte in passato, a gennaio giravano rumors dall’estero, non si possono escludere offerte per l’estate da altri campionati.

 

 

 

Il destino di Provedel legato a quello di Mandas

Nel conto dei giocatori in scadenza entro un anno e mezzo ci sono Provedel, Romagnoli e Cataldi. Il portiere è alle prese con l’infortunio, conta di tornare al top a inizio ritiro, ha sempre dichiarato di voler restare a vita. Non ha mai chiesto la cessione, le voci sul suo conto, legate a presunti interessamenti di Milan e Inter a caccia di vice, non sono state confermate. A giugno, ad un anno dalla scadenza, la società sarà chiamata a decidere sul suo futuro. Sempre che la scelta, rinnovo sì o no, non sia legata al rientro di Mandas. È in prestito al Bournemouth, il riscatto è automatico con la Champions, a occhio irraggiungibile per gli inglesi. Mandas non ha mai giocato in Premier, non ha esordito. Fa la stessa panchina che faceva alla Lazio, forse di più perché Sarri probabilmente l’avrebbe fatto giocare in Coppa Italia. E con l’infortunio di Provedel sarebbe stato titolare. Il Bournemouth in estate aveva acquistato Petrovic per circa 30 milioni, c’è sempre lui in porta. L’esperimento Provedel-Mandas in coabitazione in porta era fallito, danneggiava entrambi. Servirà chiarezza visto che Motta è stato preso come investimento futuro.

Il caso Romagnoli e il futuro di Cataldi

Anche il caso Romagnoli si riaprirà a fine stagione. Alessio era rimasto per principio dopo aver rifiutato di cedere i tre mesi di stipendio novembre-dicembre-gennaio. Ha una promessa dell’Al-Sadd per giugno, spera sia confermata. Aveva deciso di lasciare la Lazio, non ci sono segnali di retromarcia. Anche Cataldi ha il contratto in scadenza tra poco più di un anno. Si è ripreso il posto sfruttando gli stop di Rovella e ancora prima i gradi di vicepitano. Non era mai stato così decisivo in quanto a gol (3) e assist (3) in una sola stagione. Quando ha lasciato la Lazio l’ha sempre fatto a malincuore, è sempre tornato e oggi s’immagina a vita in squadra.

 

 

 


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