Pagina 3 | Lazio, Sarri: "Non lo so neanche io perché sono rimasto"

Il tecnico biancoceleste contento per la vittoria sul Sassuolo, ma pensa anche al momento senza tifosi: "A giugno..."
ROMA - La Lazio ritrova il successo dopo più di un mese e lo fa ancora all’Olimpico. In uno stadio praticamente vuoto per la protesta dei tifosi contro la società, la squadra di Sarri supera il Sassuolo 2-1 grazie al gol decisivo di Marusic nei minuti finali. Nel primo tempo Maldini aveva portato avanti i biancocelesti, prima del pareggio firmato da Laurienté. Una vittoria che permette alla Lazio di salire a quota 37 punti in classifica. Nel post partita il tecnico ha commentato la partita e non solo: "Quanto cercavo la vittoria? Ci sembrava un’ingiustizia finirla 1-1. C’è stata un po’ di difficoltà, ma nel complesso abbiamo giocato meglio. La vittoria è meritata. C’erano assenze pesanti, poi a fine primo tempo abbiamo perso anche Cataldi e Romagnoli. Faccio i complimenti ai giocatori".

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Sarri dopo Lazio-Sassuolo

A Dazn ha continuato: "Maldini può fare la prima punta, ma deve progredire. I giocatori tecnici mi piacciono e ha le caratteristiche fisiche per fare quel ruolo. Non riesce sempre a sfruttarle, ma sta facendo passettini in avanti per quanto riguarda l’attacco negli spazi. Patric in regia? L’idea nasce da qualche sua esperienza da centrocampista. E negli ultimi dieci giorni in allenamento abbiamo visto una buona qualità nel giocare veloce. Non è stata proprio una mossa inventata, magari da fuori qualcuno è stato sorpreso. La situazione è comunque d’emergenza da luglio".


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La questione dei tifosi 

“Cosa può fare la società per i tifosi? Non lo so, non sono un dirigente. Penso che qualcuno che sta dentro saprà cosa fare. Andare avanti così è deprimente. Da giugno che dico che sono rimasto per il popolo laziale. E ora non lo so neanche io perché sono rimasto. Qualcosa va fatto”.


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La questione dei tifosi 

“Cosa può fare la società per i tifosi? Non lo so, non sono un dirigente. Penso che qualcuno che sta dentro saprà cosa fare. Andare avanti così è deprimente. Da giugno che dico che sono rimasto per il popolo laziale. E ora non lo so neanche io perché sono rimasto. Qualcosa va fatto”.


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