Sarri in panchina nel derby ma non si esclude una protesta clamorosa

Con una Lazio in piena emergenza, il tecnico affronta la Roma in quella che potrebbe essere l'ultima stracittadina in biancoceleste: i dettagli
Daniele Rindone

Pubblicato il 17.05.2026, 08:13

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ROMA - Alla disperata. Non ci sono precedenti di un derby così assurdo, tanto quanto la stagione della Lazio. Non si riesce a credere a tutto quello che è successo e continua a succedere a Formello. O forse sì, è facile crederci perché è la somma di tutti i disastri avvenuti.

Lazio, derby assurdo all'ora illegale

Il derby all’ora illegale senza tifosi, con Furlanetto in porta, lesionato ai legamenti di un ginocchio un mese fa, impossibilitato a operarsi per mancanza di un vice Motta pronto, è esordiente totale con la Lazio, in generale non gioca da due anni (con la Fermana in C). E poi Gila malconcio, trauma con l’Inter, costretto a provarci. Senza Romagnoli (squalificato), col dubbio legato allo sciagurato Tavares, confermarlo o no? Con Patric stirato di nuovo al polpaccio, con Cataldi in panchina simbolicamente (pubalgia), con Rovella oggi titolare, passato dalla stagione finita al rientro anticipato, con Zaccagni fermato da un altro stiramento. Una slavina di incubi rovesciata addosso a Sarri. è il martirio di un allenatore risucchiato nel gorgo di errori societari, pasticci e calamità di ogni tipo. Su un punto solo dovrebbe interrogarsi Mau: gli infortuni muscolari. Sono stati tanti in una stagione senza Coppe europee, per quanto alcuni recidivi rispetto all’anno scorso. Formello è diventato una macelleria. L’attenuante, forse, la rizollatura dei campi completata in estate. Dal club hanno sempre respinto l’accusa. Un approfondimento andrebbe fatto. La frattura nel Lazio Lab, tra responsabile sanitario, ortopedico e medico sociale, non avrà aiutato nella gestione quotidiana.

 

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La possibile protesta di Sarri

È un derby d’angoscia per com’è nato, nella settimana della finale di Coppa Italia, dopo giorni di defezioni. Sarri, con la scusa dell’orario, aveva provocato suggerendo a Lotito la “ritirata”: «Meglio la penalizzazione», forse subodorando giorni difficili. Non proprio un incitamento per la squadra. Ieri non ha parlato, una protesta evidente legata all’anticipo di domenica alle 12. Oggi si presenterà su richiesta dei giocatori. Cosa farà solo lui lo sa, ci sono voci che lo vorrebbero pronto ad inscenare una protesta plateale. Sembra di sentirlo, Mau. è diventato tutto insopportabile per lui, conta i giorni che lo separano dal traguardo della stagione. «Abbiamo attraversato il deserto senz’acqua», la frase cinematografica che aveva scelto prima della finale con l’Inter. L’avanzare nel deserto lo ha portato al derby, la partita peggiore che potesse capitare oggi. Ha allenato in un deserto di tutto, dal mercato bloccato allo stadio vuoto. Ma la Lazio non può fare a meno di essere la Lazio, soprattutto in momenti come questo. Il derby è sempre il derby, in campionato si deve tentare l’aggancio all’ottavo posto, evita i preliminari di metà agosto in Coppa Italia. Sarri, come consolazione, ha chiesto alla squadra di chiudere il ritorno a 30 punti, ne mancano quattro, la quota attuale è 26. Servono almeno una vittoria e un pari nelle due con Roma e Pisa. La Lazio ha collezionato 51 punti in 36 giornate, nelle ultime 16 stagioni ha sempre superato questa soglia dopo 37 gare: l’ultima volta che non ci è riuscita risale al 2009-10 (43 punti e 12° posto finale).

Mau a caccia di Eriksson e Maestrelli

Negli ultimi cinque derby la Roma è rimasta imbattuta (3 vittorie, 2 pareggi) subendo un solo gol, e ha vinto tre delle ultime quattro partite (1 pari). Sarri e i giocatori sono chiamati ancora una volta a superarsi, a rispondere alla responsabilità di essere la Lazio attingendo all’essenza della lazialità, da sempre un eroismo. Mau, battendo Gasp, salirebbe a cinque derby vinti, supererebbe Inzaghi, raggiungerebbe Eriksson e Maestrelli. Il presidente. Da domani toccherà a Lotito rispondere di tutto quello che è successo. Dovrà riempire la “vuotaggine” che ha colpito la squadra, lo stadio, la classifica, il mercato, il futuro e la panchina se con Sarri finirà. Se non è già finita.