Lazio, migliaia di tifosi a Ponte Milvio: la grande manifestazione contro Lotito

Il tifo biancoceleste scende in piazza per manifestare il proprio dissenso nei confronti della società
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ROMA - Ponte Milvio diventa per l'ennesima volta il punto di ritrovo dei tifosi della Lazio. Da lì ha preso il via la manifestazione contro il presidente Lotito, oggetto di dissenso del tifo biancoceleste. Sono decine di migliaia le persone che, dopo essersi ritrovati nel luogo simbolo del tifo laziale, hanno iniziato a sfilare in corteo con uno striscione in testa su cui spicca "Libertà". L'obiettivo è arrivare fin sotto lo stadio Flaminio tra cori e striscioni contro il presidente, oltre a tante bandiere della Lazio a simboleggiare l'amore per questi colori. Un pomeriggio per ribadire ancora una volta il dissenso verso l'operato della società e la gestione della stessa da parte del presidente.

Il corteo contro Lotito

I gruppi organizzati hanno definito il corteo laziale "la più grande manifestazione di dissenso della storia delle tifoserie italiane". Non sarà solo una protesta contro Lotito, ma una lunga giornata di confronto, musica e partecipazione. Infatti, i tifosi, che si sono dati appuntamento alle 17:30 a Ponte Milvio, si muoveranno fino a raggiungere piazzale Ankara, sotto lo stadio Flaminio. Lì, sul palco, si alterneranno dibattiti, testimonianze e momenti di intrattenimento, con la partecipazione di personaggi storicamente legati al mondo Lazio, artisti e cantanti.

L'arrivo al Flaminio

La scelta del Flaminio come punto d'arrivo non è casuale. Da una parte rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia laziale, dall'altra è al centro del progetto di riqualificazione promosso dalla società. Oggi, però, diventerà soprattutto il punto di raccolta di una protesta che punta a riempire le strade dopo aver svuotato gli spalti dell'Olimpico.

 

Il corteo accompagnato dagli applausi dai balconi

Mentre i tifosi sfilano lungo il percorso della manifestazione con in testa lo striscione "libertà", dai balconi dei palazzi sono tanti i sostenitori biancocelesti, magari un po' più in là con l'età, che si affacciano, applaudendo, sventolando sciarpe e bandiere e partecipando a modo loro al corteo.

 

Tifosi arrivati in Piazzale Ankara per il gran finale della manifestazione

Dopo aver sfilato per le strade del quartiere Flaminio, il corteo dei tifosi biancocelesti sfocia in Piazzale Ankara, dove è stato allestito il palco per il gran finale della manifestazione. Un vero e proprio happening, con interventi dei rappresentanti del tifo organizzato, dei Vip laziali che hanno aderito all'evento e un djset per condividere insieme una serata estive a tinte biancocelesti e all'insegna dell'aggregazione.

 

 

Tra i tifosi anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca

Tra i laziali in protesta a sorpresa spunta anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Sciarpetta biancoceleste d'ordinanza e commento amaro rilasciato ai presenti: “Come governatore sto ascoltando la sofferenza dei tifosi. Non sta a me prendere decisioni, ma ta a me essere qui ad ascoltare la sofferenza della gente. Questo disagio non può restare inascoltato”. Tra i tifosi in marcia c’è anche Tommaso Paradiso, altro storico tifoso biancoceleste. In prima fila anche l’ex falconiere Juan Bernabè, con tanto di aquila al seguito.

 

 

L'inno della Lazio cantato all'unisono dai tifosi

Uno dei momenti più emozionanti della serata a Piazzale Ankara è stato quando è partito l'inno della Lazio cantato all'unisono dai più di 20 mila tifosi radunati. Sul palco si sono alternati tanti personaggi legati al mondo della Lazio, da Tommaso Paradiso a Briga, da Luigi Bisignani a Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, da Pino Insegno a Federico Palmaroli, da Gabriele Paparelli al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Tanti i video registrati da tifosi laziali che non hanno potuto partecipare dal vivo alla serata, da Enrico Montesano ad Angelo Mellone, da Alessandro Di Battista a Juan Sebastian Veron, fino ad Alessandro Nesta, Beppe Signori, Pippo Pancaro e Giampiero Pinzi.

 

 

 

 

 

 


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