Lazio un raduno sottotono: Gattuso con una squadra svuotata. C’è solo una novità
La Lazio che non c’è si raduna oggi. Quel che resta è affidato a Gattuso, quarto allenatore degli ultimi due anni. E’ una Lazio sperduta, degradata in classifica, svuotata delle sue prerogative, da una fuga senza fine. Non ha simboli, non ha campioni. Ha perso Romagnoli, Gila e Provedel dopo Castellanos, Guendouzi, Felipe Anderson, Immobile, Luis Alberto e Milinkovic. L’esodo degli ultimi tre anni. Ha perso i tifosi, gli orizzonti, le ambizioni rendendo insostenibile l’impotenza di chi la tifa e di chi la allena. Gattuso, dopo il Sarri 1 e 2, dopo Tudor e Baroni, non può essere anche lui carne sacrificale. Rino, una vita al fronte, mosso da un impeto d’orgoglio deluso dopo l’Italia, porta il suo cipiglio marziale, cementerà lo spogliatoio, modellerà 4-2-3-1 e 4-3-3. Non replicherà il blocco basso di Sarri, pensa ad una Lazio più “alta”, più vicina alla porta per ritrovare i gol. Ma ha bisogno di rinforzi, di rifornimenti, di munizioni in attacco. Rispetto all’ultimo Sarri non avrà neppure Pedro e Basic. Lo spagnolo avrà pure raggiunto i limiti di età, vero è che nelle ultime due stagioni ha segnato 15 gol in A (10 più 5). E’ stato due volte capocannoniere con Castellanos e Isaksen.
Il mercato
Lotito è un re troppo nudo. Le difficoltà di mercato sono evidenti. Sono partiti tre big, si trattano solo ventenni col pretesto del ringiovanimento, l’imperativo è abbattere gli ingaggi. Alcuni baby neppure si riescono a chiudere. Asp del Bayern Monaco, 20 anni, ieri era dato vicino al Deportivo La Coruña, club neopromosso in Liga. La Lazio è in forte recessione economica e tecnica. Sarri ha chiuso l’anno gettando stampelle e grucce, eppure è arrivato in finale di Coppa Italia. Al raduno di Gattuso si presenteranno 28 giocatori (sarebbero 29, ma Isaksen è in convalescenza). In lista anche il baby Bruno Galassi (ex Real Madrid), 19 anni, mediano. Questi i convocati: Mandas, Motta e Renzetti i portieri (Furlanetto è ai box dopo l’operazione al crociato). Difensori: Marusic, Lazzari, Floriani Mussolini, Patric, Provstgaard, Gigot, il baby Kovac (preso a gennaio), Tavares, l’unico acquisto Pedraza e Pellegrini. I centrocampisti: Rovella, Taylor, Cataldi, Belahyane, Dele-Bashiru, Przyborek, i baby Galassi, Filipe Bordon e Farcomeni. Gli attaccanti: Cancellieri, Ratkov, Dia, Zaccagni, Noslin e Artistico (di rientro dal prestito), aspettando Isaksen. Il raduno è fissato alle 8 a Formello. Domani i test all’Isokinetic, Fifa medical center. Il gruppo che inizierà il ritiro lunedì a Formello sarà definito entro domenica.
I soldi e il futuro
Gattuso aspetta subito il nuovo Gila e un centravanti vero. Lotito si è garantito 3 milioni dalla cessione di Romagnoli, 3 da quella di Provedel. Trenta secchi da Gila, senza bonus, la metà va al Real Madrid. Dunque ne resteranno 15. Ha incassato 2,6 milioni dalla rivendita di Muriqi. Con la cessione del baby Calvani al Milan, se frutterà 2,5 milioni, il totale sarebbe di 26,1 milioni. A questo tesoretto vanno aggiunti i risparmi dell’ingaggio lordo dell’ultimo anno dei giocatori venduti (5 Romagnoli, 4 Provedel, 1,6 Gila col Decreto Crescita). Per ogni cessione si può chiudere un acquisto, la spesa va quantificata entro la somma di incassi e risparmi per acquisire cartellini e sottoscrivere contratti. E’ il saldo zero. Lotito ha un’impellenza morale: rinforzare la Lazio. La paura è che il futuro sia passato.
