Gattuso premia l’impegno della Lazio: offre una grigliata e permetterà ai giocatori di dormire a casa
Roma - Gattuso carica, spreme, è vulcanico, furoreggia e addolcisce, premia. E’ il suo essere, è il suo Esserci. Con vulcanicità e affabilità si è avvicinato alla squadra e sta completando la prima settimana di ritiro affrontando le crudeltà del momento storico. Un Big Bang. Rino per i giocatori ha scelto la strada dell’alleggerimento di ogni appesantimento. Il ritiro che si chiuderà dopodomani è un mini-ritiro, è l’unico nel senso stretto del termine. Era stato annunciato fino al 26 luglio. Da lunedì invece, dopo l’amichevole d’esordio con la Primavera, il congedo da Formello dopo soli 8 giorni di lavoro: i giocatori potranno dormire a casa. Solo pranzi e cene obbligatori. Ogni giorno finora è stato doppio, gli allenamenti sono stati quasi sempre spartani per cadenza e intensità, due tra mattina e pomeriggio. Tutti intensissimi, col pallone. Poca palestra, spesso dopo il campo, anche perché di mattina si è lavorato alle 9 per evitare la cappa di sole. L’unico riposo, una mezza mattinata, Gattuso lo ha concesso mercoledì. Si bisserà oggi, l’appuntamento è stato fissato di pomeriggio. Ieri s’è lavorato di più atleticamente, la squadra ha completato circuiti di corsa dentro al centro sportivo. La grigliata organizzata di sera, anticipata rispetto alla conclusione del mini-ritiro, ha smorzato lavoro e sforzi. E’ stato Rino ad offrirla.
La missione di Gattuso
Gattuso siede su una panchina che scotta, mai così tanto. E’ in campo da solo, senza mercato, senza tifosi. Quel niente di niente che in queste circostanze spinge gli uomini a dover essere più forti delle cose che hanno. Gattuso ha molto meno di Sarri, che già aveva poco. Ma almeno lui, in mezzo a difficoltà di ogni tipo, inizialmente ha potuto far leva sui tifosi e mimetizzarsi nell’amore che gli garantiva immunità. Oggi i tifosi combattono la loro battaglia. Rino è partito come il ciclista solitario in salita. L’indifferenza ha circondato la clausura della Lazio a Formello. Gattuso dal primo giorno ha trasmesso un concetto alla squadra: «Diventiamo una famiglia». E ha tolto l’alibi principale: «L’assenza dei tifosi all’Olimpico non deve esserlo. Dovremo conquistarci il sostegno». Non ha avuto altra scelta e continuerà a non averne. Il ritiro si chiuderà lunedì. La seconda fase scatterà mercoledì e andrà avanti fino al 9 agosto. Anche in questo periodo dovrebbero essere obbligatori pranzi e cene, il pernottamento potrebbe essere facoltativo. Saranno i giorni in cui la Lazio aprirà le porte ai tifosi in alcune sessioni di lavoro, le cui date non sono state ancora comunicate. Era stato stilato un programma di lavoro generale, Gattuso e lo staff lo modificano di giorno in giorno in base agli effetti del lavoro quotidiano.
Il vertice Gattuso-Lotito
Rino lavora aspettando rinforzi. Martedì ha ricevuto la visita di Lotito, sono stati insieme a cena in ritiro. La vicinanza funzionale non può essere lontananza sul mercato. Dal presidente finora ha avuto Pedraza e Doekhi, due parametri zero. Il primo preso a gennaio, il secondo raccattato al mercato degli svincolati. Non si può continuare a procedere alla bell’e meglio in difesa e in attacco. Gattuso aspetta il sostituto di Gila. Doekhi, Gigot e Provstgaard sono tre identikit simili. Patric lotta sempre con gli stop. Ratkov, Dia e Noslin non danno garanzie sotto porta. Per Dominguez si prova con il “pagherò”, offrendo un prestito oneroso e il riscatto. Per Kennedy, la punta brasiliana, dal Brasile e da Formello filtrano conferme e smentite allo stesso tempo. Un tempo sballato.
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