I tifosi della Lazio scatenati contro Lotito: “Arrogante, rimani a Reggio”

Tra vecchi slogan e nuovi proclami il neo presidente della Reggina scarica il popolo biancoceleste
Carlo Roscito
Carlo Roscito

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Pubblicato il 22.07.2026, 09:19

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ROMA - L'altro lato di Lotito: stretto Stretto, se lo terrebbero solo a Reggio. Acclamato dai tifosi della Reggina durante la presentazione, una standing ovation a ogni singolo intervento. La luce in fondo al tunnel per chi ha attraversato e attraversa ancora momenti complicati, che spera di risalire la china. Al buio pesto, al contrario, sono costretti a orientarsi i laziali. La loro reazione rabbiosa si è scatenata dopo la conferenza di lunedì. «Lì ti amano, restaci e libera la Lazio», il commento più diffuso. Tante sfumature dello stesso concetto: «Rimani a Reggio, così siamo tutti contenti». Le risposte applaudite al Granillo, un plebiscito amaranto. Dall'altra parte le non-risposte sui temi biancocelesti: i possibili investimenti per far tornare la squadra competitiva, la ricerca di soci o investitori che possano aiutarlo nella gestione societaria, la voglia di mettere soldi di tasca propria. Nulla.

Repliche

Lotito ha tagliato alla base, più che corto: «Qui stiamo parlando di Reggina, non della Lazio». Di Lazio e della sua replica lapidaria, stizzita, ne hanno parlato i tifosi sui social e nelle radio. «È stata l'ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei laziali», il messaggio ribadito. Nonostante tutto, in pochi riescono ad abituarsi al disinteresse. Una giornata in cui protagonista era la Reggina, ma la Lazio - questa l'accusa unanime - da troppo tempo interpreta soltanto il ruolo di vittima sacrificale, anche a livello comunicativo. Acuita ancora di più la frattura: «Ecco un'altra uscita a vuoto». “Avvertiti" a distanza i tifosi della Reggina: «Conosciamo bene il personaggio, voi non ancora». E poi: «Applauditelo, fatelo re. Ve lo lasciamo tranquillamente». Oppure un "sintetico" «ci risentiamo tra 25 anni...».  

Distanza

A Roma, un'altra volta, non è andato giù l'atteggiamento del presidente: «Ha mostrato tutta la sua arroganza, non merita di rappresentare la lazialità. Nessun laziale avrebbe mai risposto in quel modo». Diluvio di critiche, pioggia di like per le critiche: «Non è possibile, fa di tutto per farsi contestare». Apprezzato e voluto a Reggio, l'esatto opposto nella Capitale: «Se si è arrivati a parlare di Lazio, è perché quello era l'unico contesto in cui potevi dimostrare vicinanza alla nostra amata squadra, senza mancare di rispetto. E invece anche stavolta hai dimostrato di non essere ciò che la Lazio merita». Qualcuno trova conforto in un futuro al momento indefinito: «Un giorno finirà tutto questo e noi saremo lì a esultare».  

Ritornelli

«Il solito teatrino, sei tutta fuffa e slogan», hanno scritto gli esausti dei ritornelli diventati nenie ridondanti (per chi li ascolta da 22 anni). Soprattutto ora che la Lazio rincorre le zone europee, fa i conti con il mercato a saldo zero e quasi la totalità degli abbonati non rinnoverà la propria presenza allo stadio. Tra i motti utilizzati da Lotito in conferenza, anche uno criticato a livello nazionale, quel “credere, obbedire, combattere” diventato imperativo durante il Ventennio fascista. Registro linguistico inappropriato. Sui social gli unici «non mollare» sono stati quelli ironici dei romanisti. Sfottò trasversale. Tra i laziali dissenso universale.