Taylor, diverbio con Gattuso e poi il chiarimento: cosa è successo nell'allenamento della Lazio

L'olandese infuriato per un fallo non ravvisato: gesto offensivo e Rino l'ha fatto uscire dal campo
Daniele Rindone

Pubblicato il 31.07.2026, 08:49

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Se è stato un sovrappiù di forza, di spirito, di combattività riduce la portata del diverbio Gattuso-Taylor. Se i nervi dell’olandese non sono infiammati ma sono nervi snervati per tutto quello che sta accadendo attorno alla Lazio allora c’è il rischio di un terremoto. I sismologi di Formello per adesso hanno solo registrato la scossa di ieri mattina in allenamento. Partitella in corso, Taylor cade, si lamenta per un contrasto subito, un tackle, chiede fallo. Rino, arbitro d’occasione, non lo ravvisa. Tra i due nasce un confronto verbale, va in onda tutto in diretta sul canale YouTube della società. La telecamera stringe su Gattuso anziché cambiare inquadratura, niente censura. La scena continua così: Rino percorre il campo nella direzione di Taylor. Gli spiega la decisione, ma ad un certo punto l’olandese alza un braccio a mo’ di “vaffa”. Gattuso s’inalbera e intima al giocatore di tornare negli spogliatoi: «Vai fuori!». Taylor si sfila il fratino, non accenna reazione, esegue l’ordine. E’ facile pensare che l’olandese si sia rivolto sgarbatamente meritando la punizione. Nel pomeriggio è riapparso in campo sorridente, c’è stato un chiarimento. Ma una pena l’ha dovuta accettare ed è stata corporale: è stato simpaticamente “schiaffeggiato” dai compagni dopo il torello. Tutti in fila ad inizio allenamento, l’olandese ha dovuto attraversare un tunnel umano, effetto torturante. Rino è il primo ad avere un’attitudine da guerriero, ma non transige sui comportamenti. Ha energia emotiva e tanta autenticità. Ordine e non disordine, è stata una delle prime regole che ha applicato a Formello. Vuole che regni la pace e che ci sia rispetto dei ruoli. Repetita iuvant. Niente più beghe di ogni tipo, fazioni o fronde, un altro dei comandamenti imposti. Anche per questo ha lasciato andare Provedel e Gila e non si è mai opposto alla volontà di Romagnoli di partire. A costo di perdere personalità, qualità ed esperienza. Vuole giocatori motivati e convinti.

 

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Caso rientrato?

Taylor, per Gattuso, è indispensabile in una Lazio depauperata. Mezzala e mediano, volendo trequartista. Piedi, testa, assist e gol di destrezza. E’ partito subito con lui al centro del piano tattico, modellato sul 4-2-3-1, con il 4-3-3 aggiuntivo. Fino a ieri nessun segnale pubblico di un Taylor nervoso o scoraggiato, demoralizzato dinanzi alle rovine fumanti che si vedono attorno alla Lazio. Squadra indebolita, mercato infattibile con pochi soldi, stadio vuoto. Scenari che possono corrodere i nervi e sconfortare un ragazzo di 24 anni con ambizione sfrenata e divorante e che non vuole negarsi obiettivi. Taylor a gennaio ha scelto la Lazio nonostante i venti di tempesta, aveva mercato, ha accettato la missione. I tifosi lo avevano eletto a nuovo Sergente per l’esultanza in stile Milinkovic. Non è venuto meno al giuramento a giugno quando la fuga dei big è ripresa dopo gli addii di Guendouzi e Castellanos. Solo il campo e le prime partite ufficiali misureranno il grado di motivazione dell’olandese. E il grado di ambizione che la Lazio può soddisfare. Se il caso di ieri è una storia di confine anche per Taylor, disilluso e indoddisfatto, con la testa altrove, per la Lazio sarà impossibile fermare il declino. Caso rientrato, dicono da Formello. Si dava per scontato. ©riproduzione riservata