Lazio, Pinamonti titolare contro l’Udinese: servono i suoi colpi

L'ex giocatore del Sassuolo è l'attaccante bravo a finalizzare che mancava da anni tra i biancocelesti
Daniele Rindone

Pubblicato il 03.09.2026, 09:12

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ROMA - Dia e Ratkov via, il mercato a vuoto. Pinamonti e Gudmundsson dentro, il mercato possibile. Serviva un centravanti dall’inizio, se è arrivato il centravanti che serviva lo dirà il campo. Gattuso, tra le punte, nel finale ha visto tentare e mancare gli arrivi di Ivanovic, Bamba Dieng, Icardi e Harder prima di Pinamonti, l’unico che non aspettava altro che la Lazio. In più Begraoui, per il dopo Dia. Vale lo stesso per l’ala: dall’iracheno Madjed ad un catalogo di reduci o novizi. Alla fine si è tenuto Gudmundsson per completare il parco attaccanti ridotto a cinque uomini. S’è buttato su qualsiasi briciola per disperazione. 
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Le qualità di Pinamonti

Pinamonti sostituisce in un colpo lo spuntato Dia e l’imbalsamato Ratkov, per entrambi gol da reperti e indagini statistiche. Andrea, a 27 anni, sa di giocarsi tutto. Gattuso lo lancerà a Udine dopo le prove generali con il Genoa nel finale. Un’occasione l’ha avuta subito, bella la giravolta in area. Il movimento di chi sente la porta anche se non la vede. E’ quello che è mancato negli ultimi anni. Gattuso s’aspetta tanto da Pinamonti. Che sia ringhiante, pressante e determinante. Voleva un centravanti di gamba, che desse profondità e gol. Non solo i gol. Ha inteso cambiare la filosofia dell’ultimo Sarri, troppo barricadera. E sta avendo ragione. Deve aggiungere gol. Li sta garantendo Frattesi, non può essere il solo. La scelta dei centravanti è costata carissima a Lotito (per l’esborso) e agli allenatori di turno (per i non gol) dopo l’addio di Immobile. Castellanos a corrente alternata. Noslin subito bocciato da prima punta. Dia preso in soccorso. Ratkov comprato e venduto.