Gudmundsson non è uno scappato di casa: come può essere l'uomo in più per Gattuso
Albert Gudmundsson non è uno scappato da casa, è un giocatore di prima fascia o giù di lì, chiedere referenze ai genoani che l’hanno ancora nel cuore. L’esperienza in viola è stata negativa, come per tutta la squadra che ha rischiato addirittura la B, per la società, per la tifoseria. Difficile addossare le colpe all’islandese. Con il metodo Gattuso, Gud, 29 anni, può tornare agli antichi splendori, ha le qualità per appartenere alla categoria superiore, la voglia immagino gli sia tornata. Mi pare strano che la Fiorentina lo abbia dato via come una scarpa vecchia, in prestito gratuitamente e con una cifra di riscatto bassa. Se recupera la forma genoana la valutazione potrebbe triplicarsi. Forse proprio per la valutazione da elemento mediocre, una sorta di regalo in coda al mercato, il mondo Lazio e i media interessati non hanno gridato al secondo miracolo dopo quello già codificato di Frattesi. Ma spero che almeno Gattuso abbia compreso che campioncino gli è capitato all’improvviso tra le mani. E qui scatta il rebus.
Gudmundsson, dalle caratteristiche al ruolo: dove giocherà nella Lazio di Gattuso
In primis si discute sul ruolo: mediano? Ala? Seconda punta? Uno dei pregi dell’islandese è l’adattamento a vari ruoli, ma quello preferito - lo ha dichiarato lui stesso arrivando a Roma – è centrocampista o seconda punta. Bene: nel 4-3-3 solitamente adottato da Gattuso, per Gud non ci sarebbe posto: togli Taylor? Togli Frattesi? Togli Rovella? Qualcuno lo vede al posto di Zaccagni, ma non è quella la posizione che lo fa risaltare. Quindi dovrebbe accomodarsi in panchina, per essere all’occorrenza impiegato in uno dei molteplici ruoli che sa ricoprire.
Un talento accessorio? Punti di vista. Oggi si gioca in sedici e sedici sono i titolari. Per trovare un posto più stabile, nei primi undici che vanno in campo, occorrerebbe che Gattuso cambiasse modulo, come ha già fatto nelle prime due vittoriose partite. Ringhio non è un talebano come Sarri, è più flessibile, ha un’idea di partenza ma è disposto a cambiarla a seconda della piega che prende la partita.
Per Gudmundsson sarebbero perfetti un 4-2 (Rovella e Taylor)-3 (Isaksen, Gud e Zaccagni)-1 (Pinamonti), come centrocampista di inserimento alle spalle del centravanti; oppure un 4-4-2 in cui utilizzarlo, a seconda delle necessità contingenti, sia come mediano che come partner di Pinamonti. Per la Lazio Gud è un bene prezioso, un’altra pedina d’oro in uno scacchiere che neanche il più ottimista dei tifosi avrebbe potuto immaginare prima dell’apertura di un mercato senza soldi.
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