Lazio, il nodo delle scadenze 2027: chance Cancellieri, Cataldi da valutare

Ci sono quattro giocatori con il contratto che terminerà a giugno prossimo. I rinnovi non sono sul tavolo
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Daniele Rindone

Pubblicato il 28.09.2026, 09:16

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Svincolati, esodati, esiliati o invitati ad uscire con lo scivolo. L’andazzo è chiaro per i contratti 2027 della Lazio. Provedel, Gila, Romagnoli e Gigot erano in scadenza a giugno e sono andati via tutti. Mai si è parlato di rinnovi. Forse solo per lo spagnolo in extremis, senza possibilità di riuscita. I primi tre sono stati venduti, il francese è il giocatore dell’esodo incentivato. Alla fine è arrivato anche l’addio di Patric, la cessione all’Al-Ittifaq è stata conclusa ieri sera. Se fosse rimasto, lo avrebbe fatto da esiliato insieme a Pellegrini. In scadenza a giugno dunque ora ci sono l’ex Juve più Cancellieri, Cataldi e Lazzari. L’orientamento della Lazio è chiaro da tempo: alleggerire i conti. La missione è stata tentata in estate. Pedro, Basic e Hysaj si sono liberati, risparmio di 10 milioni lordi. Ma il rapporto tra gli ingaggi risparmiati con le cessioni e gli ingaggi dovuti ai nuovi non è in attivo. Pedraza, Doekhi, Galassi e Pinamonti pesano per 8,97 milioni di retribuzioni fisse stando ai dati del bilancio pubblicato nei giorni scorsi (al 30 giugno scorso). Sutalo, Frattesi e Gudmundsson per 11,02 milioni. Le partenze di Provedel, Gila, Romagnoli e Artistico hanno prodotto un risparmio sugli stipendi di 10,72 milioni. Per Dia e Ratkov risparmio di 4,65 milioni. La risoluzione del contratto di Gigot ha prodotto un risparmio retributivo di 2 milioni (su 3,5), l’incentivo all’esodo è stato di 1,04 milioni netti. Il totale degli ingaggi in entrata è 19,97 milioni. Il totale degli ingaggi in uscita da luglio è 15,37 più il risparmio di Gigot. La spesa è maggiore, un parametro che incide sull’indice del lavoro allargato, da cui dipende il verdetto del mercato di gennaio (blocco parziale o totale). La partenza di Patric consentirà un risparmio ulteriore, ma minimo: ingaggio al lordo di 3 milioni, buonuscita prevista di poco più di 1 milione. 

Rinnovi in casa Lazio: chi ha la chance di prolungare

I 2027 rimasti sono tutti a rischio. Forse l’unico che può giocarsi una vera chance è Cancellieri. Era stato ceduto prima al Parma e poi alla Fiorentina, è stato Gattuso a bloccarlo nell’ultimo giorno di mercato. La volontà del tecnico, se Cancellieri si confermerà a buoni livelli, può pesare anche per giugno. Cataldi invece è alle prese con un nuovo stop muscolare dopo l’operazione per la pubalgia e il ritardo di un mese. Il rapporto con la Lazio ha vissuto di alti e bassi, di strappi e ricuciture. L’anno scorso era rimasto per il blocco totale. Il futuro non è scontato, è da valutare. Lazzari era in uscita, è rimasto. Ha 32 anni, è destinato a partire a gennaio o a zero. Pellegrini è fuori lista, il diesse Fabiani è stato chiaro su lui e Patric: «Ci sono giocatori che non rientrano nei piani futuri». I contratti 2027 erano gli unici rinnovabili in estate dopo il blocco parziale di mercato. La Lazio, nel bilancio, ha commentato il provvedimento della Figc puntualizzando che lo stesso «non ha impedito di rafforzare la prima squadra maschile continuando nel programma di ringiovanimento della rosa». Ringiovanimento continua ad essere la parola chiave. Se (oltre a Patric) Cancellieri, Cataldi, Lazzari, Pellegrini lasceranno tutti la Lazio a zero, il risparmio sarà di oltre 12 milioni lordi.  Da gennaio si aprirà il fronte dei 2028, sono compresi anche contratti di primo piano come quelli di Rovella e Isaksen. Poi Marusic e Dele-Bashiru. Anche Floriani Mussolini è in scadenza a giugno 2028, ha l’ingaggio più basso tra titolari e semititolari. Il suo rinnovo è già una priorità.