Pinamonti ora cerca il ritmo: deve aumentare l’autonomia. La Lazio lo aspetta

La punta biancoceleste a segno nell’amichevole contro l’Arezzo. Gli serve giocare

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Daniele Rindone

Pubblicato il 28.09.2026, 09:19

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In un lampo stop di destro, diagonale di sinistro, lavorando di lima e di pialla. Tutto in velocità. Ventiquattro secondi per il gol di Pinamonti all’Arezzo, poi 80 minuti di nobile applicazione, la forza esplosiva non è ancora in lui. Altre attenuanti rispetto all’estate vissuta più sul mercato che in campo: la sindrome influenzale che l’ha colpito in settimana e i due allenamenti marziali programmati da Gattuso venerdì e sabato, dopo cinque giorni di pausa. Tutti s’aspettano un Pinamonti più detonante e autoritario, più al tiro, serve un altro po’ di tempo per valutarlo pienamente. La sosta servirà soprattutto a lui per raggiungere lo standard dei compagni. Non è ancora pronto per il sorpasso su Noslin, ieri schierato ala con Pinamonti centravanti. L’amichevole con la Juve Stabia di sabato sarà un secondo banco di prova. Costano fatica gli allenamenti e il lavoro chiesto da Rino in partita, soprattutto al centravanti. Vuole che tutti si muovano come trottole, che tengano il pressing ultraoffensivo, che accorcino nella marcatura a uomo in fase di non possesso. Il centravanti deve aiutare nel pressing, rinculare per fare da sponda e lanciarsi nello spazio. Pinamonti, anche se a ritmo via via sempre meno intenso, si è impegnato nelle mansioni richieste. Manca ancora in brillantezza e resistenza. Gattuso l’ha richiamato all’81’, già nel secondo tempo non ne aveva più.

Lazio, Gattuso chiede mentalità

Rino è senza 8 nazionali, non ha recuperato nessuno degli infortunati, si è fermato di nuovo Cataldi. Batte sugli stessi tasti e chiede supplementi di fatica, la chiave per essere battaglieri e resistere il più possibile: «Venivamo da due giorni di lavoro importanti - le parole a Lazio Style - siamo stati bravi. Non devono mancare voglia e mentalità, mi batto su questo dal primo giorno. Non sono mai mancati e spero non manchino mai, se siamo dove siamo è perché c’è voglia. Le amichevoli sono importanti, uno si può allenare quanto vuole ma la partita è la partita». Puntava ad avere risposte fisiche, anche ieri le ha avute: «Dopo l’allenamento tosto di ieri (sabato, ndi) pensavo che avremmo pagato». Sulla maxisosta: «È un qualcosa di strano, dobbiamo essere bravi a fare meno danni possibili. Io l’ho vissuta lunga a Valencia, c’era stato il Mondiale in Qatar a dicembre. Puoi fare le amichevoli ma si abbassa l’adrenalina. Non deve succedere, per questo ho dato un riposo lungo». Al gruppo rivolge lodi continue: «I complimenti dobbiamo farli ai ragazzi. Con il Mantova in Coppa abbiamo toccato con mano che una via di mezzo non c’è, dobbiamo insistere sulla mentalità. La squadra si allena col sorriso, accetta la fatica, così ci possiamo togliere soddisfazioni».