Lazio tra riscatti e premi: nel bilancio la chiave è la qualificazione in Europa
Europa sì, Europa no? Parola magica o proibita per la Lazio? Magica per la società, esaltata dalla classifica. Proibita da Gattuso, più realista del re. Il pungolo del diesse Fabiani prima di gettare acqua sul fuoco («Europa obiettivo minimo»), e la risposta di Rino («non mettiamoci ulteriori pressioni addosso), hanno mostrato due visioni. A meno che Lotito non immetta danaro, per la società l’Europa è l’unica miniera da cui attingere risorse per il 2027-28. L’alternativa è continuare a vendere e a comprare, sempre che i prossimi mercati siano liberi, a saldo zero e non chiusi. Fabiani nell’ultima conferenza ha dato garanzie: «La Lazio rispetterà tutti gli impegni». L’Europa, su Gattuso, rischia comunque di gravare come il peso del mondo su Atlante.
I riscatti e il mercato
Il mercato 2025-26, bloccato in estate, aperto in inverno, è stato decisivo per attutire le perdite del bilancio al 30 giugno 2026. Le plusvalenze da 39,25 milioni hanno contenuto il passivo (solo -10 milioni). Il mercato estivo della stagione 2026-27, vincolato al saldo zero, nonostante cessioni e plusvalenze (da record quella di Gila), è stato possibile solo acquistando svincolati o con la formula del prestito con diritto di riscatto. La Lazio ha speso cash 7,35 milioni per Pedraza, Doekhi, Galassi e Pinamonti. Il costo è comprensivo degli oneri accessori, nel caso dei parametri zero le commissioni. Nel caso di Pinamonti è conteggiato il costo dell’acquisto definitivo (circa 4 milioni), cui si aggiungono 8,2 milioni di premi. Frattesi, Sutalo e Gudmundsson sono costati cash 8,75 milioni per i prestiti, i riscatti sono fissati in 31,35 milioni. Cifra senza considerare premi totali per un massimo di 4,5 milioni. Ricapitolando: 16,1 milioni spesi cash. Riscatti da un minimo di 31,35 milioni a un massimo di 35,85 milioni. Sono riscatti liberi, non legati a presenze o traguardi europei. Scadranno a giugno 2026. In più i premi da 8,2 milioni, i bonus di Pinamonti. Sono 39,5 milioni di spesa fissa per gli acquisti definitivi di Frattesi, Sutalo e Gud con i premi dovuti per l’attaccante. Circa 30 senza l’islandese.
Gli scenari e il futuro
«Il ritorno alle competizioni internazionali lascia prevedere il conseguimento dell’equilibrio economioco-finanziario-patrimoniale», è stato scritto nel bilancio al 30 giugno. Frase fatta, ma anche una speranza reale per la società. A gennaio sono state prodotte le plsuvalenze più grosse. In estate sono partiti Provedel, Gila, Romagnoli e Artistico per 23,08 milioni. Queste operazioni «hanno generato una plusvalenza di 16,77 milioni», riporta il bilancio. Dia e Ratkov sono stati ceduti in prestito per complessivi 2,9 milioni «con obblighi di riscatto per 21,1 milioni». Il riscatto di Dia (8 milioni) avverrà con la salvezza del Rennes. E’ realistico. Quello di Ratkov è molto più complesso: scatta a 15 gol e 20 presenze nel Levante. Ad oggi due presenze (una da titolare) e 0 gol. Ogni previsione è legata al verdetto sul mercato di gennaio, farà fede la fotografia dei conti che avrà data di oggi. A inizio dicembre la comunicazione della commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario. Saldo zero o mercato chiuso, solo dopo si potranno stilare piani di mercato per l’inverno o per l’estate. Per l’Europa o no.
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