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Serie A Milan, Mihajlovic: «Questo derby è come un ascensore»

Serie A Milan, Mihajlovic: «Questo derby è come un ascensore»
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Il tecnico dei rossoneri: «L'Inter forte ma in flessione e per noi una delle ultime chance per riagganciare le zone alte della classifica»

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sabato 30 gennaio 2016 13:30

CARNAGO (VARESE) - "Questo derby è come un ascensore, chi vince sale, chi perde torna a piano terra": così Sinisa Mihajlovic definisce l'importanza della sfida di domani contro l'Inter, che per il Milan "è una delle ultime possibilità di riagganciare le zone alte della classifica". "L'Inter deve vincere se vuole rimanere ai vertici della classifica - ha detto l'allenatore rossonero -. È forte, gli invidio la classifica ma nelle ultime 5 partite ha fatto 5 punti, la vedo in flessione. Abbiamo le qualità per poterli battere".

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SULLA CHAMPIONS LEAGUE - Mihajlovic, comunque, non abbandona le speranze di portare il Milan in Champions League: "La dottoressa Barbara Berlusconi ha ragione, la classifica dice che siamo da Europa League. Sta a noi migliorarla e riuscire ad agganciare i primi tre posti in classifica. Se ci dovessimo riuscire lei sarebbe la prima a essere contenta di essere smentita", ha notato alla vigilia del derby l'allenatore rossonero, che ragiona "partita per partita. Poi vedremo, il campionato è ancora aperto, ci sono tanti punti in palio, può succedere di tutto. Cerchiamo di prendere più punti possibili". Preparando il derby di domani il Milan deve fare i conti con l'ultimo acquisto dell'Inter, Eder, che Sinisa Mihajlovic conosce bene per averlo allenato alla Sampdoria. "Ho perso il conto di quanti giocatori ha preso l'Inter, quelli di Panini dovranno fare una pagina in più sull'album... - ha scherzato il serbo -. A parte le battute, è un giocatore importante, speravo che arrivasse all'Inter lunedì e non ieri. È un grande acquisto, anche io ho contribuito alla sua crescita, spero che non mi faccia uno scherzo domani. Non so con che modulo giocherà l'Inter, di sicuro saranno in 11".

SU BALOTELLI - Mihajlovic affronta poi il discorso Balotelli: "Dovrebbe capire che non gli dà una mano apparire sempre arrabbiato agli occhi degli altri". Il tecnico, dunque, consiglia al proprio attaccante di concedersi più sorrisi in campo, perché "per un calciatore sorridere per un gol è la cosa più bella, e quando smetti te ne accorgi: bisogna essere contenti e felici. Mario è fatto così, è più forte di lui, non ce la fa. È un bravo ragazzo, ha voglia, purtroppo non riesce a esprimerlo. Come quando ami una donna e non riesci a dirglielo. Fino a un certo punto va bene.... Ma ci sono quelli che parlano e non fanno nulla, e quelli che preferiscono i fatti. Lo abbiamo fatto giocare in Coppa Italia: siamo tutti bravi a parlare, a dire che abbiamo 60-70 minuti nelle gambe, ma per fortuna c'è il campo che dice tutto. Si è visto - ha concluso l'allenatore del Milan alla vigilia del derby - che né Mario né Boateng hanno la condizione per giocare 90 minuti".

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