Donnarumma, da grande farà il Buffon ( e a 17 anni vale già 50 milioni)

Sotto gli occhi di Ventura, che lo chiamerà in Nazionale, il diciassettenne portiere ha regalato al Milan una vittoria importante. Pietrificando Mihajlovic, l'uomo che lo lanciò in serie A quando aveva ancora sedici anni. E Raiola sorride
Donnarumma, da grande farà il Buffon ( e a 17 anni vale già 50 milioni)© ANSA
Xavier Jacobelli
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Non ci sono più dubbi. Da grande, Donnarumma farà il Buffon. Quel rigore parato a Belotti all'ultimo secondo, sotto gli occhi di Ventura che lo chiamerà presto in Nazionale, è soltanto l'ultima prodezza del diciassettenne portiere del Milan, da Mihailovic lanciato in prima squadra quando il ragazzo di Castellammare di Stabia aveva soltanto 16 anni e 8 mesi (Milan- Sassuolo 2-1). "Se avessi saputo che avrebbe parato il penalty, non l'avrei fatto esordire l'anno scorso", ha sorriso amaro Sinisa. Decisamente diverso è lo stato d'animo di Raiola che, dopo Pogba e Ibrahimovic, lucida un altro gioiello e ha già gli occhi pieni di euro. Oggi come oggi, il cartellino di Donnarumma vale già 50 milioni, racconta Mino e non dice facezie anche se il portiere è incedibile, inarrivabile, essendo fosse pensare che possa finire sul mercato la pietra miliare del nuovo Milan. A proposito, come non ricordare che Bacca oggi non avrebbe dovuto giocare a Milano, ma allo stadio Olimpico di Londra, nuova casa del West Ham che ha sconfitto il Bournemouth per 1-0? Alla ricerca di fondi per finanziare la campagna acquisti, il club voleva vendere il colombiano, ad onta dei 18 go, tutti su azione segnati nella sua prima stagione italiana. Ricordate? Bacca verso il West Ham, Bacca che va al West Ham, anzi no; Bacca escluso dalla tournée estiva del Milan, Bacca separato in casa. Tutto cancellato dalla tripletta al Toro, la prima del colombiano nel nostro campionato ed erano nove anni che un giocatore non realizzava tre gol nella giornata inaugurale della serie A (l'ultimo fu Trezeguet con la maglia della Juve, stagione 2007-2008, bersaglio il Livorno). Assodato che per Mihajlovic un conto è avere al centro della difesa Glik e Maksimovic e un altro è non averli più; assodato che questo Toro debba lavorare molto per dimenticare la stecca di San Siro, c'è spazio per la soddisfazione di un Milan per il quale, il successo sui granata è un'iniezione di autostima allo stato puro. La lezione di Montella è stata chirurgica, nonostante il brivido per il gol di Baselli che ha riacceso la partita nel finale, prima del rigore sbagliato da Belotti. Come volevasi dimostrare, in questo periodo di transizione societaria verso la nuova proprietà cinese, con un mercato sinora smaccatamente insufficiente, è Montella la garanzia di una squadra alla quale questi tre punti faranno un gran bene. Naturalmente, con l'auspicio che,a proposito di Bacca, in Via Aldo Rossi nessuno faccia scherzi entro le 23 del 31 agosto. Errare è umano, perseverare sarebbe diabolico. Appunto.

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