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Milan, tutte le verità di Donnarumma

Milan, tutte le verità di Donnarumma
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Ecco cosa c'è nella testa del portiere che ha detto no al rinnovo con il Milan. Il ruolo dell'agente Raiola, le pressioni della società, lo stipendio ritenuto non da top player e le minacce della Curva: così il club rossonero ha perso il portiere fenomeno.

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 Andrea Ramazzotti

sabato 17 giugno 2017 07:43

MILANO - La verità di Gigio la conoscono pochi perché in questo momento il già riservato Donnarumma si è chiuso ancora più in se stesso. Aspetta l’esordio con gli Under 21 agli Europei e, dopo aver dato la sua risposta (negativa) al rinnovo con il Milan, chi gli sta vicino assicura che è più sereno. Come se si fosse tolto un peso dalla coscienza. La decisione non è stata facile per uno che del Milan è sempre stato tifoso, un ragazzo di 18 anni capace pochi istanti dopo la bruciante e contestata sconfitta allo Stadium contro la Juventus di baciare lo stemma rossonero. Sembrava una promessa di amore eterno e invece quel sentimento è svanito in pochi mesi. O forse no…



NELLA TESTA DI GIGIO - Adesso Donnarumma è il “grande traditore”, colui che ha seguito la volontà del suo agente, Mino Raiola, e non si è accontentato dai 4 milioni più bonus offerti dal Milan. Ha detto no a uno stipendio annuale che le persone normali non guadagnano neppure in una vita intera. In questo momento il ragazzo di Castellammare di Stabia è nel mirino della critica o quanto meno di chi non prova a capire i perché del suo no. Ridurre tutto a una questione economica sarebbe sbagliato e permetterebbe di vedere solo un lato della medaglia. Perché, al di là dei soldi, c’è stato molto altro che ha spinto Gigio a non proseguire il rapporto con il club rossonero.

TEMPI E MODI - Partiamo da qui, dalla fretta che il Milan ha messo al suo giocatore: Fassone e Mirabelli hanno spiegato che non volevano iniziare la stagione con un portiere in scadenza e hanno preteso una risposta già a metà giugno, per poter eventualmente acquistare un sostituto. Partivano da una situazione molto complicata perché la precedente gestione non aveva avuto il giusto tempismo nel prolungare il vincolo con il campano quando la trattativa sarebbe stata più semplice. Se i nuovi dirigenti di via Aldo Rossi a fine aprile avessero trovato Donnarumma sotto contratto fino al 30 giugno 2019 avrebbero potuto lavorare con più calma. Così invece hanno usato la carta del pressing e hanno perso. Perché il calciatore e il suo entourage non hanno gradito molte cose. Non solo la fretta nel chiedere una risposta, ma anche le modalità per… indurla. La trattativa secondo Gigio e le persone intorno a lui è stata molto, troppo, mediatica e le frequenti dichiarazioni dei dirigenti del Milan hanno spinto la piazza tutta dalla parte del club. Donnarumma è diventato un traditore prima che pensasse davvero all’addio e ha constatato intorno a sé un clima di crescente sfiducia o forse peggio. I tifosi della Curva in particolare gli hanno dato una bella mazzata con la lettera aperta, lo striscione appeso sotto la sede del Milan e qualche altro invito a non tirare troppo la corda che gli è stato recapitato: Gigio non si aspettava quei toni così accesi proprio contro di lui. Quello è stato l’inizio della fine.

MANOVRE E RIFIUTI - Il Milan ha giocato tutte le sue carte compresa quella di provare a convincere la famiglia di Donnarumma che Raiola non stesse facendo gli interessi del figlio. E’ stata una forzatura per cercare di rimettere sui binari giusti una negoziazione che evidentemente aveva già preso una brutta piega. Mirabelli ha proposto prima 3 milioni più 1 di bonus, poi è salito a 4 più altri 700.000 euro di premi facili da raggiungere, ma nel tentativo di portarsi a casa Morata aveva messo sul tavolo 3 milioni in più all’anno per lo spagnolo che poi ha detto no. Donnarumma insomma non sarebbe stato trattato da top player come meritava e nella testa di Raiola questa era una cosa inaccettabile perché il Milan, per suoi errori, si trovava costretto a… ricomprare il giocatore. E poco conta che Gigio abbia solo 18 anni. E’ stato lui, pagato “appena” 160.000 euro l’anno, a trascinare la squadra con le sue parate in Europa League e a decidere la finale di Supercoppa a Doha. In questo caso i 18 anni non hanno pesato. Perché, secondo l’entourage del giocatore, dovevano pesare nella trattativa per l’ingaggio?

NIENTE RITIRO - Adesso Donarumma giocherà l’Europeo Under 21, poi sosterrà la maturità e andrà in vacanza. Se non sarà ceduto prima però verrà il giorno in cui dovrà ricominciare gli allenamenti a Milanello e la volontà del Milan pare essere quella di non convocarlo per il ritiro. O almeno questo, secondo la versione del ragazzo, gli è stato intimato se non avesse firmato il rinnovo. Neppure questo è stato sufficiente per smuoverlo perché Gigio non si è sentito tutelato da quella che pensava fosse la sua… famiglia.

10 MILIONI - Per il Milan Donnarumma è incedibile e, se non cambierà la linea, nel 2018 se ne andrà a parametro zero guadagnando uno stipendio da paura. Lo scenario però può cambiare perché la coesistenza per tutta la stagione non sarebbe facile né per il portiere campano né per il nuovo titolare né per l’intero ambiente. Raiola spera/sperava che la società accettasse di farlo giocare comunque titolare per il 2017-18 o quanto meno che desse a Montella la facoltà di decidere autonomamente, ma Fassone a riguardo non ha concesso spiragli: tribuna. Ma quanto vale Giglio? Difficile fare un prezzo… giusto, una media tra il potenziale tecnico illimitato e il contratto in scadenza. Il Milan, se deciderà di sedersi a un tavolo, chiederà 50 milioni, Raiola partirà da una base di 10-15 milioni. La sensazione è che la telenovela Donnarumma sia ancora lontana dalla fine con tanti spettatori interessati come Real Madrid, Juventus, Psg, Inter e United alla finestra.

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