Galliani: “Il Milan? Serve uno zoccolo duro di giocatori lombardi”

L'ex dirigente rossonero, ora al Monza, spiega: “Oggi non possiamo competere con i fatturati inglesi e di alcune squadre spagnole”.
Galliani: “Il Milan? Serve uno zoccolo duro di giocatori lombardi”© LAPRESSE
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Adriano Galliani si dice ancora “innamoratissimo del Milan”. E così parla a ruota libera, a margine della presentazione del libro 'Milanello – La Casa del diavolo”. Del resto, ha fatto parte della storia rossonera al fianco di Silvio Berlusconi, ha vinto tutto e ora guarda con occhio distaccato, ma neanche tanto, ciò che accade proprio in quella casa.

Galliani: “Oggi avremmo perso Van Basten”

Il calcio italiano è in crisi? L'ultima eliminazione della Juve in Champions League parrebbe dire proprio questo. Ai quarti non ci sono nostre formazioni nella competizione europea più importante, la situazione è troppo simile agli ultimi anni. Secondo Galliani c'è una spiegazione logica: “La politica dei parametri zero della nuova dirigenza rossonera? Dobbiamo renderci conto che i club del campionato inglese o alcuni spagnoli fatturano quattro volte il Milan. Nel ’90, quando scadeva il primo triennio, a Barcellona c'era il suo maestro Cruijff. Noi siamo riusciti a offrire più soldi del Barcellona, altrimenti avremmo perso Van Basten. Non era a parametro zero, ma si pagava un 'parametrino' di due milioni di franchi svizzeri. Chiamiamolo lo stesso zero. Adesso, prima della pandemia il Barcellona fatturava 1 miliardo di euro. Erano altri tempi. È così. Non è questione se io fossi più o meno bravo di chi c'è oggi".

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Galliani: “Per uno straniero giocare al Milan o all'Inter è lo stesso”

Nell'attuale dirigenza del Milan c'è Paolo Maldini. Galliani si lascia andare a un aneddoto da amarcord: “Abbiamo incontrato Paolo diciottenne, ha passato tutta la sua vita al Milan. Ero amico di suo padre. La saga dei Maldini è qualcosa di unico, siamo l'unica squadra che ha avuto un papà e un figlio che da capitani hanno alzato la Coppa dei Campioni. È un'unicità dei colori rossoneri. Auguro a Paolo ogni bene e ogni fortuna. Ricordo Cesare Maldini con nostalgia. Discutevamo tanto degli ingaggi di Paolo, e magari per mesi non trovavamo l'accordo. Ma Cesare entrava col suo procuratore e mi diceva: 'Adriano, tranquillo che non lo porto via'. E quando finivamo l’incontro e non trovavamo l'accordo Cesare andava via dicendo 'Tranquillo, che non lo porto via'. Adesso i procuratori di oggi ti dicono 'Tranquillo che lo porto via' (ride, ndr). In quel Milan lì c'erano tanti giocatori cresciuti nel settore giovanile, tanti giocatori lombardi. Capisco che per uno straniero, con tutto il rispetto per gli stranieri, giocare nel Milan o nell'Inter oggi è esattamente la stessa cosa".

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