Milan Campione d'Italia, quanto è cresciuto il valore della rosa

Il trionfo dei rossoneri arriva un anno dopo le sofferte rinunce a Calhanoglu e Donnarumma, ma il lavoro di Pioli ha trasformato i campioni in top players e i giovani speranze in calciatori affermati
Milan Campione d'Italia, quanto è cresciuto il valore della rosa© ANSA
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Il calcio, e lo sport in generale, sanno offrire la possibilità di gustarsi rivincite del tutto inattese, anche per i diretti interessati. Per riuscirci basta saper lavorare bene ed essere convinti delle proprie idee, anche a costo di rendersi impopolari per qualcuno. Perché al netto degli applausi dei tifosi del Milan, convinti fin da subito che la nuova strada intrapresa dalla società sul mercato fosse quella giusta, benché dolorosa, la decisione del Milan di non assecondare le richieste d’ingaggio di Gigio Donnarumma e Hakan Calhanoglu accettandone i rispettivi addii a parametro zero fu criticata dagli addetti ai lavori che auspicavano il rapido ritorno ai vertici del Diavolo.

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Dodici mesi dopo, invece, ecco che le radici dello scudetto numero 19 della storia rossonera affondano proprio in questa scelta che oltre che coraggiosa si è rivelata lungimirante. Anche sul piano economico, perché pur senza le stelle più lucenti della rosa della scorsa stagione, oggi il Milan si trova a festeggiare un titolo figlio del collettivo e di una compattezza di spogliatoio figlia anche di quelle decisioni, tese a privilegiare il gruppo più che i singoli, ma soprattutto un valore complessivo della rosa che si è abbassato solo in apparenza, passando dai 587 milioni della scorsa stagione ai 480 di quella attuale, come riportato da Transfermarkt. Ecco che però togliendo i 100 milioni di valutazione di Donnarumma e Calhanoglu si arriva a una rivalutazione del valore della rosa di circa 80 milioni, termometro dell’ottimo lavoro svolto da Pioli e dalla società si evidenzia nella crescita del valore di buona parte dei protagonisti della stagione tricolore, al netto dei pochi ultratrentenni (Giroud, Kjaer, Ibrahimovic e Florenzi) o di chi ha chiuso vincendo una delle annate meno brillanti della carriera, come Brahim Diaz o Rebic, o di casi particolari come Kessie e Romagnoli, il cui valore del cartellino è azzerato dalla scadenza del contratto.

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Milan campione, Maignan ed Hernandez nella top ten mondiale nei propri ruoli

Le sorprese, però, non mancano, perché tra i pochi elementi che non hanno visto incrementare la propria quotazione ci sono due dei migliori giocatori della stagione del Milan e dell’intero campionato, Mike Maignan e Theo Hernandez. Al portiere, nonostante 17 clean sheets e miracoli in serie, non si è schiodato da quota 25 milioni, che ne fa comunque il 9° estremo difensore più caro del mondo dopo mostri sacri come lo stesso Donnarumma e Courtois, Oblak e Alisson, Ederson e Ter Stegen. Quanto all’esterno i 48 milioni contro i 50 di valutazione di fine dicembre non devono comunque ingannare perché si tratta del quarto giocatore dal valore più alto tra gli esterni difensivi mancini, dopo i soli Davies, Robertson e Mendy. È evidente, visti i giocatori citati, che a fare la differenza sia la scarsa esperienza internazionale a livello di Coppe dei due francesi, pronti nella prossima stagione a compiere anche l’ultimo gradino per trasformarsi in autentici top players.

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Milan, Leao e Tonali da promesse a top player

Stabile anche la quotazione del capitano Davide Calabria, la leggera flessione di Ismael Bennacer, nonostante i pesantissimi gol firmati contro Empoli e Cagliari si spiega anche con l’ascesa in mediana di Sandro Tonali. Il centrocampista della nazionale italiana è il giocatore che ha visto maggiormente crescere la propria quotazione rispetto a 12 mesi fa: se oggi infatti l’ex Brescia è un gioiello da 40 milioni e un box to box appetibile anche da club stranieri, al termine del primo, deludente campionato in rossonero Tonali era valutato “solo” 27 milioni. Una rivalutazione di oltre il 15%, pienamente legittimata dalle prestazioni sfoggiate sul campo, anche se la medaglia d’oro del giocatore la cui quotazione è cresciuta maggiormente non può che andare a Rafa Leao, passato dai 25 milioni del giugno scorso ai 35 di fine 2021 ai 50 attuali, conseguenza di una seconda parte di campionato da trascinatore a suon di gol e assist.

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Non solo attacco o centrocampisti, però, perché il lavoro di Pioli, l’organizzazione complessiva della squadra è passata anche dagli equilibri che la difesa ha saputo trovare dopo l’infortunio di Kjaer: così accanto alla certezza Tomori, passato dai 28 milioni di giugno 2021 ai 45 di oggi, ecco stagliarsi Pierre Kalulu, centrale adattato dal valore attuale di 17 milioni, contro gli appena 7 di 12 mesi fa. Il Milan, però, come si diceva è un vero gruppo, per questo non bisogna stupirsi se anche qualche gregario è diventato un po’ meno tale: bastino per tutti gli esempi di due co-titolari come Alexis Saelemaekers e Rade Krunic, che hanno visto i rispettivi valori sul mercato salire da 18 a 20 milioni e da 6 a 7,5, con citazione particolare per il belga, 10° giocatore più “caro” del Belgio, non esattamente una nazione povera di talenti... Perché un mosaico per essere ammirato ha bisogno che tutte le tessere siano al proprio posto e vengano valorizzate. Anche se, o forse ancor di più perché, le due più prestigiose si sono staccate…


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