Milan, Giroud: "Mai pensato di essere sostituto di Ibra. Convinto da Pioli"

L'attaccante francese, insieme a Leao, è stato uno degli uomini più decisivi per la stagione dei rossoneri chiusa con lo scudetto che mancava da 11 anni
Milan, Giroud: "Mai pensato di essere sostituto di Ibra. Convinto da Pioli"© LAPRESSE
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C'è chi al suo arrivo a Milano ha dubitato sull'apporto che potesse dare ai rossoneri, con la maledizione della maglia numero 9 che pesava sulle sue spalle. Ma nonostante tutto e tutti Olivier Giroud ha saputo sorprendere in Serie A e col Milan, diventando il bomber della squadra di Pioli trascinata allo scudetto grazie ai suoi 11 gol stagionali. A 35 anni è un titolo che sa di rivincita per l'attaccante francese, scaricato dal Chelsea e accolto a braccia aperte dal Milan che ha saputo sfruttare le sue doti in avanti per trionfare in Italia.

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Giroud: "Pioli mi ha convinto in due minuti"

La storia d'amore tra Giroud e il Milan ha inizio nell'estate 2021, quando la società rossonera fiuta il colpo e lo piazza il 17 luglio. A essere decisivo per il passaggio in rossonero del classe 1986 è stato il tecnico Stefano Pioli. Ad ammetterlo è stato lo stesso Giroud, in una lunga intervista rilasciata all'Equipe: "È stata la prima persona con la quale ho parlato prima di accettare il Milan, mi ha convinto in due minuti. È stato un bellissimo incontro dal punto di vista umano, lui è stato l'architetto di questo titolo mettendoci tanta energia e forza. Mi ha ricordato un po' Girard al Montpellier cin la sua grinta che trasmetteva negli allenamenti. Allena col cuore".

Giroud: "Mai pensato di essere il sostituto di Ibrahimovic"

Arrivato in rossonero, però, Giroud si è dovuto confrontare con Zlatan Ibrahimovic. Il rischio è stato quello di essere messo da parte e all'ombra del talento svedese, ma il francese ha sottolineato: "Questo titolo conferma le scelte che ho fatto in estate, sono partito con l'etichetta di essere il doppione di Ibrahimovic. Ma nella testa di Pioli io non sono mai stato il sostituto di Zlatan, la rotazione è sempre stata equilibrata quando eravamo entrambi disponibili. Ibra ha concluso la stagione con otto reti in campionato e ha saputo farlo a 40 anni, io a 35 ho provato ancora una volta che possono durare qualche altra stagione".

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Lo scudetto e la lotta con l'Inter

Nel corso dell'intervista rilasciata all'Equipe, Giroud ha anche rivissuto i momenti chiave della stagione che hanno portato al titolo. Il racconto del francese è carico di emozione: "I festeggiamenti sono stati l'immagine di quanto l'aspettassero i tifosi. A Reggio c'erano 18mila tifosi, sembrava di giocare in casa. La lotta con l'Inter è stata incredibile, abbiamo giocato una finale tutte le partite per diverse settimane. Siamo stati in totale apnea e questa battaglia è stata ancora più magnifica grazie al titolo. Abbiamo messo i nostri storici rivali dietro di noi".

"Volevo finire bene l'anno, la doppietta contro il Sassuolo sono gol importanti come quelli segnati contro l'Inter, la rete di Napoli e il gol con la Lazio - ha raccontato-. Questo titolo è il traguardo meritato per un gruppo che non ha mai mollato. Leao è stato eletto miglior giocatore dell'anno, Maignan il miglior portiere. Kalulu ha fatto una grande stagione, Theo Hernandez è stato fenomenale. Insomma, questo titolo ha anche l'accento francese".

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