Un Cardinale per il Diavolo e il Modello Friedkin

Il nuovo proprietario del Milan indica il nuovo stadio come priorità, la stessa che è determinante per il futuro dell'EuroRoma, esaltata dal lavoro e dallo stile dell'altro Special One
Un Cardinale per il Diavolo e il Modello Friedkin© AC Milan via Getty Images
Xavier Jacobelli
3 min
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Orgoglio, entusiasmo, idee chiare. Gerry Cardinale si è presentato nel modo migliore ai tifosi del Milan, in calce all’operazione da 1 miliardo e 300 milioni di euro che gli ha consentito di diventare il nuovo proprietario dei neocampioni d’Italia. RedBird vola alto sopra San Siro, ma plana già a Sesto San Giovanni, sull’area dove i rossoneri potrebbero costruire il loro nuovo stadio, priorità assoluta individuata dal manager nato a Filadelfia cinquantaquattro anni fa. Egli è perfettamente consapevole di quanto sia importante l’impianto di proprietà per un club, in un Paese che vuole ospitare gli Europei 2032, ma deve recuperare decenni di tempo perduto in tema di strutture sportive che lo riportino all’onor del mondo. In materia, i tifosi dell’EuroRoma sanno quanto di buone intenzioni e di pessime frustrazioni sia lastricata la strada che porta alla realizzazione del sogno nuovo stadio giallorosso. Nel frattempo, sono significativi l’apprezzamento e la stima che Cardinale ha trasmesso ai Friedkin, forte di un rapporto costruito nel tempo e nel mondo del business Usa applicato allo sport. E qui, decantati i giorni di gloria e di euforia, risalta ancora di più la grandezza dell’impresa romanista che affonda le radici nel lavoro e nello stile dell’altro Special One.

Il reel di Tirana

Fra le decine di reel diventati virali su Instagram, in calce al trionfo in Conference League, ce n’è uno che dice tutto, torna e ritorna nella memoria di un popolo in festa. Tirana, Arena Kombetare: accompagnati, quasi sospinti dai loro giocatori, Dan e Ryan Friedkin vanno sotto la curva giallorossa traboccante di entusiasmo che canta a squarciagola Grazie, Roma. Il capitano Pellegrini consegna loro la Coppa: Ryan la solleva, la bacia e la passa al padre che la mostra ai tifosi in delirio, con orgoglio misto al pudore di chi, sin dal primo momento In cui ha messo piede nella Roma, è sempre rifuggito dalle luci della ribalta, lasciandola all’allenatore, ai giocatori, ai tifosi. La Treccani traduce così understatement: “Attenuare, minimizzare. Intenzionale attenuazione della realtà nella presentazione di un fatto, che viene affermato o descritto senza enfasi o esagerazione”. La sobrietà è lo stile che ben s’attaglia a Thomas Daniel Friedkin, 57 anni, nato a San Diego, titolare secondo Forbes di un patrimonio di 4,1 miliardi di euro, amministratore delegato di Gulf States Toyota Distributors, venticinquesimo presidente della Roma, da lui ufficialmente rilevata con il Friedkin Group Il 17 agosto 2020, al prezzo di 550,52 milioni di euro.

La mela e l'albero

In meno di due anni, il signor Friedkin è già entrato nella storia del calcio italiano, letteralmente rifondando in ogni settore l’Associazione Sportiva Roma; riportando in Italia lo Special One del quale, silenziosamente, è diventato l’alter ego; esaltando la Magica con Il trionfo europeo atteso da tempo immemore. Ryan, il figlio, sta ricalcando le orme del padre, sempre più conquistato dall’esperienza capitolina, vissuta con passione pari alla misura dello stile paterno. D’altra parte, anche in America dicono: the apple doesn’t fall far the three. La mela non cade lontano dall’albero.


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