Tutto il Milan unito intorno a Pioli, il tecnico dei miracoli

Tutto il Milan unito intorno a Pioli, il tecnico dei miracoli© Getty Images
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Franco Ordine

Per oltre due anni (dal luglio 2020, giorno della sua riconferma, a dispetto delle voci su Ragnick e a seguito del successo sul Sassuolo, corsi e ricorsi storici), Stefano Pioli è stato un perfetto comunicatore oltre che il simbolo più evidente dell’unità milanista. Mai una frase fuori posto, mai un accento polemico, piuttosto la segnalazione costante della presenza al suo fianco di Gazidis, Maldini e Massara, così da accreditare quello che poi il campo ha plasticamente confermato nell’ultimo segmento di stagione tricolore e cioè una società, una squadra, un blocco unico granitico, con il decisivo contributo dell’entusiasmo trasmesso dal popolo dei tifosi.

Dimenticando il giugno perduto tra contrasti più o meno accentuati e visioni diverse poi riunificate intorno alle stesse figure, dall’emblema dell’unità Stefano Pioli è il caso di ripartire oggi, primo giorno del ritiro dei campioni d’Italia, per recuperare il terreno perduto (dixit Maldini). Perduto fino a un certo punto se proprio ieri sono emersi particolari istruttivi sul possibile arrivo di Hakim Ziyech che hanno datato l’inizio dei contatti tra rossoneri e lo staff del marocchino del Chelsea addirittura due settimane prima. D’altro canto lo stesso presidente del Milan Paolo Scaroni, nel “rammendare” l’immagine del club uscita malconcia dal tira e molla per il rinnovo del duo Maldini-Massara, ha utilizzato espressioni piene di zucchero filato per i due dirigenti e per la loro attività «non ci siamo mai fermati sul mercato» proseguita anche nel periodo scandito dalla tormentata trattativa riferita ai loro contratti. Il clima vissuto a Milanello e a casa Milan fino al 22 maggio scorso è indispensabile da ripristinare per tre motivi di fondo: 1) perché il calcio-mercato è appena cominciato e c’è tutto il tempo, oltre che le risorse, per completare i piani studiati nell’occasione; 2) perché nel calcio italiano ripetersi dopo lo scudetto è molto più complicato anche perché nel frattempo la concorrenza più agguerrita (Inter e Juve) è partita con largo anticipo; 3) perché il debutto in campionato del 13 agosto contro l’Udinese a San Siro è distante soltanto 40 giorni effettivi e il calendario del primo tratto di torneo ha un inizio in salita che non sarà semplice da scalare.

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