Tomori: "Vogliamo rivincere lo scudetto. Razzismo problema di educazione"

Intervistato da 'GQ', il difensore inglese del Milan ha riavvolto il nastro dei suoi primi 20 mesi in rossonero, tra la gioia per la vittoria del campionato, ambizioni per il futuro e temi extra-calcio
Tomori: "Vogliamo rivincere lo scudetto. Razzismo problema di educazione"© AC Milan via Getty Images
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Quasi 20 mesi dopo il suo arrivo al Milan, in prestito dal Chelsea, il mondo di Fikayo Tomori è completamente cambiato. Il difensore inglese di origini canadesi è riuscito a trasformare lo scetticismo in ammirazione, a diventare una pedina insostituibile dello scacchiere rossonero e potenzialmente anche un uomo-mercato. Oltre che un riferimento fuori dal campo.

Tomori e l'emozione dello scudetto: "Vedevo tifosi ovunque"

Di tutto questo il numero 23 del Milan è ben consapevole, come dichiarato nell’intervista rilasciata a 'GQ'. Lo scudetto conquistato nel maggio scorso da protagonista assoluto lo ha ovviamente aiutato nell’affermarsi come uno dei migliori giovani difensori a livello internazionale, ma il feeling con il Milan era scattato fin dalla sua prima mezza stagione in rossonero. E l’avere vinto non ha certo appagato la sete di successi dell’ex Chelsea: “Il Milan è un club conosciuto in tutto il mondo e poi a volermi è stato Maldini, da difensore questo è stato un aspetto che mi ha reso molto felice. All’inizio della stagione scorsa in pochi pensavano che fossimo in grado di vincere, ma sapevamo di essere forti. Il tour sul bus per le vie della città è stato incredibile, ovunque andavamo c'erano i nostri tifosi, è stato pazzesco, è stato il più bel momento della mia carriera. Abbiamo assaggiato cosa vuol dire vincere, ma adesso vogliamo provare a ripeterci. Riuscirci una volta è straordinario, farlo una seconda sarebbe ancora più bello”.

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"In Italia c'è più calore rispetto all'Inghilterra"

Tomori ha poi parlato del momento di svolta del suo primo anno e mezzo al Milan, quello ha capito di essere pronto per assumersi responsabilità importanti: "Quando si è infortunato Kjaer ho capito che era arrivato il momento di fare uno step successivo, di dover trovare la continuità per diventare leader". C’è spazio anche per un parallelo tra il calcio italiano e quello inglese, con preferenza accordata, a sorpresa, al Belpaese…: "Ricordo la prima partita di Champions in casa, contro l'Atletico Madrid: anche se non abbiamo vinto, l'atmosfera era incredibile. Non ero mai stato a San Siro per una partita di coppa, è stato bellissimo. In Inghilterra la gente arriva all’ultimo minuto allo stadio, qui è pieno già nel riscaldamento".

Tomori e il razzismo: "Bisogna continuare a lottare"

A proposito di riferimenti extra-campo, Tomori non si è sottratto ad una riflessione sul tema del razzismo: "Ritengo si tratti di un problema di educazione. A volte le persone vanno ignorate quando dicono cose stupide, ma arriva sempre il momento in cui bisogna battersi per il proprio popolo. Il razzismo va oltre lo sport, dovrebbero intervenire il Governo e chi fa le regole. Il calcio fa il suo attraverso campagne di sensibilità e iniziative giuste, bisogna continuare su questa strada. So di avere una responsabilità, so di poter essere un esempio e di ispirare ragazzi e ragazze".

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