Milan, De Ketelaere c’è un mese da Diavolo

Maldini, Massara e Pioli attendono la svolta. All’arrivo grandi aspettative deve ancora trovare il gol: Juve e Chelsea le sue occasioni
Milan, De Ketelaere c’è un mese da Diavolo© Getty Images
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Pietro Guadagno
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MILANO - Ottobre sarà un mese molto importante per il futuro del Milan. In Champions, ci sarà il doppio confronto con il Chelsea e la trasferta in casa della Dinamo Zagabria. In campionato, invece, il big-match con la Juventus. Chiaro che saranno decisive soprattutto le sfide europee, visto che il Diavolo potrebbe conquistare la qualificazione alla seconda fase addirittura con un turno di anticipo, e magari prenotare pure il primo posto nel girone, alla luce delle difficoltà dei Blues. Quello contro i bianconeri, d'altra parte, sarà un nuovo crash-test per gli uomini di Pioli, dopo quelli con Atalanta, pareggiato, Inter, vinto, e Napoli, perso.

De Ketelaere, senza fretta

A proposito dell’ultima sfida con i partenopei, in quei 90’ (anzi 82 considerato quanto è rimasto in campo) si è visto un De Ketelaere finalmente più coinvolto e dentro i meccanismi della squadra. Si è sacrificato anche in un lavoro tattico, per andare a disturbare Lobotka, ovvero la fonte di gioco degli avversari. E c’è stato pure il suo zampino nell’azione del temporaneo pareggio di Giroud. Tuttavia, è ancora troppo poco per le aspettative create dal suo arrivo. È vero, il belga ha solo 21 anni ed è alla prima esperienza lontano dal suo paese. Insomma, era plausibile che avesse bisogno di tempo per adattarsi. E, infatti, dentro al Milan nessuno si sogna di mettergli fretta o pressione. Peraltro, Maldini, Massara e lo stesso Pioli hanno aspettato anche Leão, che, nell’estate 2021, dopo due stagioni in rossonero, davanti all’off erta giusta avrebbe potuto essere ceduto. Invece è rimasto ed è stato l’elemento fondamentale per lo scudetto, tanto da essere eletto miglior giocatore del torneo.

Dov'è la porta?

La differenza è che il portoghese non è mai stato timido, anzi. I suoi difetti, iniziali, ma ogni tanto risaltano fuori pure adesso, erano la scelta delle giocate non sempre corretta, la discontinuità ed un pizzico di indolenza. Mentre De Ketelaere sembra che abbia scelto di entrare nel suo nuovo mondo in punta di piedi, quasi per non disturbare. Le sue doti, invece, dovrebbero essere accompagnate anche da un pizzico di presunzione. Perché su quelle sono tutti pronti a scommettere, tanto da aver spinto il Milan a investire 36 milioni. Ad ogni modo, ciò che risalta in maniera sorprendente è che non sia ancora riuscito ad inquadrare la porta con un suo tiro. Sorprende perché aveva chiuso la scorsa stagione con 18 centri. E sorprende pure perché gli è capitato di giocare anche da vero attaccante.

Le occasioni giuste

Volendo sintetizzare, Pioli vuole che De Ketelaere diventi più decisivo. Che si prenda maggiori responsabilità. Che si proponga e che si faccia vedere dai compagni. E che, magari, con un pizzico di egoismo, vada a fare male agli avversari in prima persona. Il gioiellino belga aveva incantato tutti al debutto da titolare con il Bologna, quando aveva anche fornito il suo primo e unico assist a Leão. Poi si è fatto notare più che altro per qualche giocata, contribuendo ad esempio all’avvio dell’azione del pari in casa del Salisburgo. È anche una questione fisica e di tenuta, perché in Belgio si gioca un calcio meno dispendioso fisicamente rispetto a quello italiano e resistere per 90’ è complicato. De Ketelaere si sta impegnando per adattarsi. Ora, però, è arrivato il momento di fare la differenza. E allora quali migliori occasioni di Chelsea e Juventus?

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