Milan, a Pioli manca solo il segno di De Ketelaere

È l’unico degli attaccanti che non ha ancora segnato. Sulle sue spalle il peso delle aspettative e del prezzo. Pioli spera di averlo presto al centro di un progetto studiato per lui. Un investimento da 35 milioni che per ora sta deludendo
Milan, a Pioli manca solo il segno di De Ketelaere© AC Milan via Getty Images
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Adriano Ancona
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MILANO - Intristito da tre mesi deludenti, ora è pure la mosca bianca di un attacco che ha trovato il gol in tutti gli interpreti. In beata (si fa per dire…) solitudine, De Ketelaere è l’unico a non aver ancora ingranato. Si farà attendere, forse oltre il Mondiale. Ormai l’auspicio è di averlo nelle migliori condizioni nella seconda parte di stagione. Sempre che, nel frattempo, in Qatar il belga ci vada per davvero. L’interrogativo è lecito, anche se il ct Martinez non dovrebbe stravolgere il quadro attuale. Mentre De Ketelaere sta per sbarcare con il Milan in una Torino che - a proposito - è anche l’ultima città in cui ha realizzato un gol con la propria nazionale. Il fatto è che tra due sere potrebbe lasciare il posto a Brahim Diaz, dal primo minuto. La chance europea, De Ketelaere non l’ha sfruttata: i numeri stanno condannando il teorico uomo-mercato di un Milan che la scorsa estate esponeva lo scudetto e investiva 35 milioni dopo un’estenuante trattativa. Per il momento, tanta spesa e pochissima resa.

A testa bassa

De Ketelaere adesso è l’anello debole della catena rossonera. In un gruppo che a fine ottobre ha un piede negli ottavi di Champions League, e in campionato si trova a tre punti dalla vetta. Il gol di Origi contro il Monza ha riempito anche la penultima casella degli attaccanti milanisti, in fatto di gol. Tralasciando, ovviamente, l’infortunato Ibrahimovic. Zlatan tornerà a gennaio, e Pioli per allora spera di aver risolto il rebus De Ketelaere. Ritrovando quel giocatore che nel Bruges segnava a raffica, blindando anche il proprio posto da titolare con il Belgio. L’Italia si è accorta di De Ketelaere in quella partita di Nations League un anno fa, all’Allianz Stadium: la finale per il terzo posto bagnata da un gol del futuro milanista. Un anno più tardi, l’istantanea è quella di un ragazzo che si dirige negli spogliatoi a testa bassa dopo che il Milan ha sommerso di gol il Monza e acciuffato momentaneamente il Napoli al comando della classifica. Martedì scorso a Zagabria, invece, un’ammonizione rimediata dopo dieci secondi dall’inizio della ripresa. Per poi lasciare il campo nel giro di sette minuti. Insomma, immagini sbiadite del vero De Ketelaere. Quello che domenica a Torino potrebbe appunto lasciare il posto a Brahim Diaz, fresco di doppietta in campionato. Il belga, sprazzi di sereno li ha avuti solo in principio di stagione, con l’assist a Leão nella partita col Bologna: sono passati due mesi esatti da quella notte, che è stata anche la prima volta di De Ketelaere da titolare con il Milan.

Rischio calcolato

Soltanto Crespo, nella storia recente degli attaccanti rossoneri, ha avuto più difficoltà realizzative rispetto a De Ketelaere. All’epoca, nel 2004, l’argentino si sbloccò soltanto il 20 novembre. Ecco, al belga che Pioli voleva rendere un punto fermo della trequarti milanista restano quattro partite prima del Mondiale per invertire la rotta. Per il ora, in campionato, De Ketelaere ha equamente suddiviso le presenze come titolare (cinque) e quelle da subentrato. Facendo praticamente la comparsa, in un Milan che punta deciso alla seconda stella. La trequarti doveva essere il suo regno, con licenza di colpire. Dover fare i conti con la pressione, forse era un rischio calcolato. Ma in una fase da picchi di rendimento generali – dopo il doppio poker tra Monza e Dinamo Zagabria – la mancanza d’incisività di De Ketelaere risalta di più. 


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