Ibrahimovic punge Guardiola: "Spero che il suo ego non ostacoli Haaland"

Intervistato da Canal Plus l'attaccante svedese del Milan è tornato ad attaccare il tecnico catalano con il quale si scontrò durante la stagione al Barcellona
Ibrahimovic punge Guardiola: "Spero che il suo ego non ostacoli Haaland"© AC Milan via Getty Images
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In attesa di tornare a fornire il proprio contributo al Milan nella seconda parte della stagione, per la prima volta con lo scudetto sul petto dopo 11 anni, Zlatan Ibrahimovic si è letteralmente scatenato affrontando alcuni temi dell’attualità calcistica internazionale in una lunga intervista concessa a Canal Plus.

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Ibrahimovic incorona Haaland e attacca Guardiola

L’attaccante svedese ha iniziato tessendo le lodi di Erling Haaland, incoronato da Zlatan come alla stregua dei grandi bomber della storia recente del calcio: "Haaland mi piace moltissimo, è un giocatore molto intelligente, non fa cose che non sono alla sua portata, non scende a giocar palla, aspetta davanti alla porta e segna. Mi ricorda giocatori come Inzaghi, Trezeguet e Vieri. Anzi, è una nuova versione di tutti e tre". Ma non c’è Ibra senza una puntura di veleno, in questo caso diretta al grande nemico Pep Guardiola, attuale tecnico del City di Haaland, ma con il quale Ibrahimovic intrattenne un rapporto a dir poco conflittuale durante la stagione trascorsa al Barcellona, nel 2009-’10: ": "Se Guardiola riuscirà a farlo migliorare? Dipende dall’ego che avrà: se lo lascia diventare più grande di lui o no. A me e agli altri non l'ha permesso. Non sei mai più grande della tua società, ma quando un bambino diventa forte può facilmente produrre introiti".

Il PSG e Mbappé: le stoccate di Ibrahimovic

Ibra si è poi concentrato sul calcio francese, con il quale non si è lasciato benissimo dopo il burrascoso addio al PSG nel 2016. Zlatan va a ruota libera sulla scelta di Kylian Mbappé di restare a Parigi: "Se Mbappé ha fatto la cosa giusta rimanendo a Parigi? Per chi, per se stesso? No. Per Parigi forse sì. Si è messo nella posizione in cui è più importante del club, e il club gli ha dato le chiavi di tutto. Non sei mai più grande della tua società, ma quando un bambino diventa forte può facilmente produrre introiti: quindi i suoi genitori diventano avvocati, agenti, allenatori. È questo il problema: e quando succede perdi il controllo della tua persona e la tua identità. Con questa nuova generazione i genitori pensano di essere diventati delle star, parlano anche sui giornali: ma chi vi credete di essere?".

Pallone d'Oro 2022, la "sentenza" di Ibra

Poi un accenno al Pallone d'Oro 2022 Karim Benzema: "Ora che Benzema è Pallone d’Oro cosa dicono i giornalisti? Perché tornando indietro, durante i Mondiali in Russia, ho detto che Benzema meritava di stare in Nazionale, ma sono stato attaccato dai giornalisti francesi. Cosa dicono ora? Negli studi di beIn Sports, durante i Mondiali, mi hanno chiesto di Karim e ho detto che meritava di essere in Russia, mi hanno attaccato perché la Francia aveva vinto la Coppa del Mondo. Adesso che ha vinto il Pallone d’Oro, vorrei sapere cosa dicono". Infine un elogio al compagno di club Olivier Giroud: "Olivier dovrebbe essere convocato in Nazionale perché è un vincente e una persona seria: non è uno che fa 40 gol all’anno, ma offre alla squadra qualcosa che poche persone sanno dare, gioca per tutti.

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