© LAPRESSE L'unica cosa da milanista che Cardinale dovrebbe fare
Ammonisce un proverbio portoghese, di certo noto a Conceiçao: "Hà mais ingratos que sapatos", ci sono più ingrati che scarpe. Considerazione più che mai calzante a proposito delle dure parole pronunciate dall'allenatore del Milan sul conto dell'ormai suo ex portavoce, dopo i veleni propalati dal medesimo a proposito dei presunti rapporti deteriorati fra Sergio e l'intero mondo Milan: "Non ho capito ciò che ha fatto. Non so se per cattiveria o perché è stato pagato da qualcuno. Sono stato avvisato dell'accaduto da una giornalista e non ci credevo. Mi spiace per chi lavora al Milan. Sono stato qui a Milanello per tutta la settimana, tutti i giorni, con la squadra e con la dirigenza, a parlare con i giocatori, a lavorare. E poi sono uscite certe cose non vere, complice quel signore là. Ne risponderà nelle sedi legali".
La trasferta di Lecce cade nel mezzo del periodo più tormentato della gestione RedBird, scandito sul campo da sei sconfitte in due mesi (delle quali le ultime tre di fila) e dalla bruciante eliminazione dalla Champions League; fuori campo, da una debolezza societaria cui fa da contraltare la severa contestazione dei tifosi i quali non si aspettavano tutto ciò che hanno visto sgranarsi sotto i loro occhi nei nove mesi successivi all'addio di Pioli. Questi li aveva salutati da secondo in classifica e qualificato alla Champions. Oggi, a 11 giornate dalla fine e al secondo allenatore diverso da Pioli, il Milan è nono, a 11 punti dal quarto posto. Il tecnico emiliano si congedò il 25 maggio 2024, ma, in precedenza, c'era stata un'altra data alla quale risalire per capire che il Milan stava meglio quando stava meglio: 6 giugno 2023.
Quel giorno, Cardinale licenziò in malo modo Paolo Maldini, l'uomo che con Massara aveva costruito la squadra del diciannovesimo scudetto, del ritorno in Champions dopo sette anni di assenza, della semifinale di Champions. Sono trascorsi venti mesi e siamo arrivati ai rovesci attuali. Richiamare Paolo è l'unica cosa da milanista che Cardinale dovrebbe fare. Adesso.
