Pagina 2 | Milan, allarme Gimenez: un digiuno lungo un mese
Milan, tanta sfortuna per Gimenez: gli episodi
Perché Gimenez di occasioni ne ha avute dal 18 febbraio in poi, ma, per un motivo o per un altro, lo score personale non ha visto miglioramenti. Contro il Torino ha trovato di fronte un super Vanja Milinkovic-Savic: destro in allungo a tu per tu col portiere, miracolo. Contro il Bologna, poco prima dell'assist per Leão, Musah non gli ha servito il pallone con altrettanta precisione per colpire subito Skorupski. Contro il Lecce, oltre al gol annullato dal VAR per fuorigioco millimetrico, si è visto prima sbarrare la strada prima da Wladimiro Falcone su un colpo di tacco a botta sicura e poi respingere dal palo, dopo una gran giocata di forza in mezzo a tre, la gioia del gol. Di fatto, ci è andato vicino, vicinissimo: è la conferma che la porta la vede bene. Eccome. Anche quando non può festeggiare.
Gimenez, gli errori e l'ossessione per il gol
Dal punto di vista dell'efficacia in area di rigore ci sono, dunque, pochi dubbi, mentre è evidente quanto Gimenez debba migliorare nel lavorare con e per la squadra. Ne è consapevole anche Conceiçao: «Santiago sta lavorando. È arrivato - ha spiegato il tecnico alla vigilia di Milan-Lazio - in un campionato che non è per niente facile: è molto diversa l'Italia rispetto all'Olanda. C'è sempre un periodo di adattamento, è assolutamente normale. Ho visto tanti giocatori che sono arrivati in Italia, vedi Retegui, e hanno fatto fatica inizialmente. Non è facile arrivare in Italia e fare subito 15-20 gol». In particolare, Gimenez deve migliorare nella pulizia tecnica; fino ad oggi, sono stati diversi gli errori in fase di appoggio, quando, cioè, c'è da far salire la squadra trovando riparo sulla punta attraverso sponde o palloni ammortizzati. Il tempo e la voglia, comunque, non mancano. El Bebote, seguito sempre da un gran numero di fan messicani a San Siro, si è subito calato nell'ambiente Milan. Chi gli sta vicino, racconta di un ragazzo molto settato sull'idea di voler sempre e solo fare gol: non pensa ad altro. E per uno che non urla da quel 18 febbraio, beh, i tempi sono maturi per tornare a segnare.