Milan, la strategia del silenzio che nasconde i malumori: gli arbitri nel mirino© Getty Images

Milan, la strategia del silenzio che nasconde i malumori: gli arbitri nel mirino

Il club rossonero sceglie di non parlare nonostante le decisioni dei direttori di gara che non sono piaciute
Antonello Gioia
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MILANO - La tempesta, in qualche modo, bisogna navigarla. Il Milan ha scelto la via del silenzio, che, in questo caso, però, vuol dire tutto tranne che assenso. C’è grande malumore, infatti, per le tante decisioni arbitrali che hanno sfavorito i rossoneri; ultimi della lista i due episodi chiave del match contro il Parma: il presunto rigore per grave imprudenza di Corvi su Loftus-Cheek e la convalida, dopo consulto VAR extra-protocollo, della rete di Troilo.

La strategia del Milan

Però, silenzio: nessuno dei dirigenti, domenica sera, si è presentato ai microfoni per esternare il dissenso, come invece hanno fatto di recente Inter, con Marotta, Juventus, con Chiellini e Comolli, e Napoli, con Manna. Le rivali navigano la tempesta parlando, il Milan preferisce la bocca chiusa. 


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