Che confusione, sarà perché Leao: lo stadio lo fischia, ma c’è chi lo difende
Travolto dai fischi dei suoi stessi tifosi. Rafael Leao ha vissuto una serata da incubo a San Siro, e nella sconfitta per 3-0 contro l’Udinese è stato individuato come uno dei principali colpevoli. Il portoghese ormai viene mal sopportato da una parte di sostenitori milanisti, quasi come se stessero vivendo la crisi del settimo anno. Il numero dieci del Milan è stato subissato da fischi al cambio, alla mezz’ora della ripresa, poi si è seduto in panchina e ha guardato il resto della partita con il volto triste. Sconforto dettato dalla sua prestazione per nulla sufficiente ma anche per una squadra che non riusciva a reagire contro l’Udinese, probabilmente come non era mai successo in campionato fino a ieri. Una sensazione di impotenza che ha travolto tutto il Milan. Allegri a fine partite ha provato a proteggere il suo giocatore, ma pure la collocazione tattica non ha convinto.
Leao, quale futuro? E Rabiot lo difende
Nel primo tempo ha giocato come attaccante centrale nel tridente, e non ha mai inciso sulla partita. Rafa ha fatto tantissima difficoltà nel difendere il pallone spalle alla porta, ma anche nella ripresa quando il tecnico lo ha dirottato sulla corsia sinistra. Il giocatore è sfiduciato e in confusione, come quando al momento della sostituzione di Zaniolo (numero dieci dell’Udinese), Leao si è incamminato verso l’uscita pensando di essere lui a dover lasciare il campo, salvo poi rientrare quando si è accorto dell’errore. Il pubblico di San Siro ormai non gli perdona più nulla e dunque sorge spontanea una riflessione in vista del futuro. L’avventura di Leao con il Milan è arrivata al capolinea? Intanto uno dei giocatori più importanti della squadra, ovvero Adrien Rabiot, lo ha difeso pubblicamente: «Posso capire i fischi, anche perché è stata una sconfitta pesante. La cosa che mi ha deluso sono i fischi a Leao perché secondo me lo dobbiamo aiutare, supportare, e questo non lo aiuta», ha dichiarato il centrocampista francese a favore del suo compagno.
