Milan, i licenziamenti costano tanto: il club costretto a pagare 13 milioni

Caccia al nuovo CEO in casa rossonera dopo la rivoluzione operata da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic
Antonello Gioia
3 min

Si è tenuto ieri a Casa Milan il consiglio di amministrazione del club rossonero, già in programma da settimane, ma diventato appuntamento fondamentale dopo la rivoluzione societaria e tecnica di lunedì con l’esonero del massimo dirigente aziendale Giorgio Furlani. Nel comunicato si legge l’espressione “con effetto immediato”, ma l’amministratore delegato resterà in seno al CDA probabilmente fino al 30 giugno, garantendo la continuità operativa e l’ordinaria amministrazione in queste settimane. Nel frattempo, Cardinale e Ibrahimovic proseguiranno nei colloqui per scegliere e poi nominare il nuovo CEO.

 

Milan, il prezzo dei licenziamenti: il club pagherà 13 milioni di euro

COSTI. I quattro esoneri in fila di lunedì hanno anche un peso economico nella casse del club. La separazione dopo un solo anno da Allegri sarebbe costata 9 milioni di euro lordi corrispondenti ai 5 milioni di euro dell'anno di stipendio rimastogli, non essendo scattato il rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League; il biennale col Napoli salverà dal pagamento le casse di via Aldo RossiStesso costo anche per il licenziamento di Furlani: a fronte di uno stipendio di 3 milioni netti più bonus, legati soprattutto agli attivi, il bilancio verrà impattato da un totale di circa 10 milioni di euro lordi. Più piccole le somme per il direttore sportivo Tare (3 milioni di euro lordi per gli 800mila euro annui percepiti) e per il direttore tecnico Moncada, il quale sarebbe andato a scadenza il prossimo 30 giugno. In totale, dunque, il Milan iscriverà a bilancio una cifra di 13 milioni di euro per salutare i quattro con effetto immediato. Forse. Il consiglio d’amministrazione di ieri è la conferma che non tutto è ancora compiuto.

 


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