Niente allenatore, Cardinale solo senza dirigenti: il Milan è ancora totalmente bloccato

In casa rossonera servono soluzioni immediate, ma è tutto fermo: dal silenzio della proprietà all'attesa per il tecnico che sarà chiamato a sostituire Allegri
Antonello Gioia
Antonello Gioia

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Pubblicato il 07.06.2026, 10:17

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Scegliere l'allenatore con serenità e senza fretta. Una prassi normale, classica, efficace, probabilmente l'unica da perseguire per ogni club che si rispetti. Al Milan, però, la giustificazione rilasciata al clamoroso ritardo sulla nomina dei capi dell'area tecnica per la stagione in arrivo non convince più di tanto. Anzi: è evidentemente una toppa peggiore del buco stesso. Perché, nel mondo rossonero, non c'è serenità e, soprattutto, non c'è tempo. Al 7 di giugno, non esiste un amministratore delegato, non esiste un direttore sportivo, non esiste un direttore tecnico e non esiste un allenatore. Come si fa a rimandare il tutto alle parole calma e lucidità?

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REALTÀ. La verità è un'altra: nessun allenatore - e, di conseguenza, nessuna tra le altre figure dirigenziali cercate sia in Italia che all'estero - ha ancora detto sì al Milan, o perché preferisce altri lidi (vedi Iraola che stava scegliendo il Crystal Palace prima della chiamata del Liverpool) o perché non pienamente convinto dalla situazione interna al club rossonero, a causa della quale - come nel caso di Glasner, Slot o Pochettino - servono garanzie sul progetto, sul calciomercato e sul direttore sportivo con il quale collaborare fianco a fianco. Discorso simile per il direttore tecnico: Rangnick è la prima scelta, ma il suo impegno al Mondiale da ct dell'Austria lo costringerebbe a non lavorare per il Milan prima della metà di luglio, sempre se dovesse preferire i rossoneri alla riconferma sulla panchina austriaca. Di questi tempi, non un duello dall'esito così scontato. La realtà dei fatti è, dunque, pessima, ai limiti dell'imbarazzo per un club glorioso, prestigioso e per anni scuola di professionismo sportivo come il Milan.

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Il silenzio di Cardinale

PAGLIUZZA. E, in tutto ciò, Cardinale non si fa sentire, se non per interposta persona, e non si fa vedere, se non per pochi giorni e per pochi minuti tra i lussuosi salotti degli hotel in zona Montenapoleone a Milano. Aveva annunciato la nomina dell'allenatore in sette-dieci giorni: domani scoccheranno le due settimane e del nuovo tecnico, del nuovo ds e del nuovo ad non vi è alcuna traccia. Anche in questo caso, il proprietario ha deciso di affidarsi a sé stesso, alle sue idee, al suo modo di vedere il calcio italiano e alla sua voglia di cambiarlo, poiché - a suo dire - avrebbe la soluzione in tasca per risolvere tanti dei problemi che assillano il pallone del Belpaese. Il punto è che, prima di guardare la pagliuzza altrui, bisognerebbe prima togliere la trave dal proprio occhio. E il Milan, che è in un cantiere in enorme ristrutturazione, ha travi e calcinacci ovunque.